COMMERCIO IN DIFFICOLTA’ – CONFESERCENTI PRESENTA I NUMERI DELLA PROVINCIA

Da gennaio a giugno indicatori negativi in quasi tutti i settori: male soprattutto i pubblici esercizi e gli ambulanti, reggono solo le vendite online. Rischio “de-generazione urbana”.

Per i negozi e le botteghe delle città e dei centri urbani minori continua la crisi. I valori di fiducia delle imprese si sono decisamente raffreddati e sono ai minimi livelli da 10 mesi. Le rilevazioni Istat mostrano un calo generalizzato in tutti i settori, ma particolarmente problematica appare la situazione delle piccole e medie imprese del commercio al dettaglio, il cui “sentiment” si riduce di oltre 5 punti in un mese: una sfiducia generata dal rallentamento dei consumi e dalle difficoltà del comparto del commercio.

Nella provincia di Pistoia, dai dati dell’ufficio statistica della Camera di commercio di Pistoia e Prato, comparando i dati delle ditte attive al 31 dicembre 2022 (già illustrati alla nostra convention del 18 aprile a Montecatini) e al 30 giugno 2023, praticamente tutti i settori presentano il segno meno. In particolare:

Commercio al dettaglio settore alimentare da 351 a 346 unità (-5)

Commercio al dettaglio carburanti da 69 a 66 unità (-3)

Commercio al dettaglio abbigliamento, calzature e accessori da 390 a 378 unità (-12)

Commercio ambulante da 936 a 914 unità (– 22)

Ma anche la ristorazione e i bar segnano, rispettivamente, – 24 e -19 unità, settori questi che invece hanno a lungo fatto registrare trend positivi o comunque riuscivano a tenere le proprie posizioni.

In aumento invece il commercio per corrispondenza o via internet, con un + 13.

 

La crescita costante delle vendite online (triplicate dal 2015 al 2022), lo sviluppo della distribuzione moderna, possono essere alcune cause, ma certo non le sole, della crisi.

Un tessuto economico che, in sostanza, si assottiglia sempre di più: in prospettiva più che a una rigenerazione assistiamo a de-generazione urbana. Una minore presenza di negozi porta, infatti, inevitabilmente a meno socialità e minore sicurezza, con gravi impatti non solo sul settore, ma anche sull’offerta generale di servizi ai cittadini.

Per evitare questo a livello locale stiamo lavorando per una maggiore presenza sui social media da parte delle imprese e verso i Comuni manifestiamo il bisogno di organizzare eventi e iniziative di animazione. Fin da subito dobbiamo progettare, realizzare e promuovere eventi di carattere culturale, concerti, mostre ed eventi ludici per il prossimo Natale, per attrarre turisti e famiglie, residenti e curiosi al fine di animare le città e i suoi attori (e tra questi i negozi al dettaglio e il commercio su area pubblica).

Confesercenti si sta inoltre muovendo anche a livello nazionale. Dato infatti che le scelte di consumo delle famiglie italiane sono fortemente penalizzate dall’erosione del potere d’acquisto provocato dall’inflazione, auspichiamo un intervento a largo spettro a favore dei consumi, a partire dalla detassazione delle tredicesime e degli aumenti retributivi concordati dalle parti sociali. Il rischio di un’ulteriore erosione di potere d’acquisto, determinato dal drenaggio fiscale, non può essere sottovalutato se si vuole riportare l’economia italiana su un sentiero di crescita.