Si è tenuto oggi un incontro in videoconferenza con la prefettura per iniziare a programmare la ripartenza economica del territorio. Per Confesercenti occorrono decisioni dettate dalla capacità di governare l’emergenza economica e la tutela della salute. Riaprire le attività deve essere premiante: oggi riaprire, per un’impresa, significa in una prima fase rimettere soldi, in una seconda fase andare pari, forse in una terza fare utili. Sarebbe stato necessario invece riaprire con incentivi a fondo perduto.

Molti esperti hanno affermato che un’attività commerciale su 3 potrebbe non riaprire. Il commercio al dettaglio in provincia di Pistoia conta 3796 imprese attive con 8253 addetti; il turismo 2085 con 7550 addetti; i due settori esprimono 5881 imprese con 15803 addetti, senza contare gli operatori su area pubblica. Ci si rende conto dei numeri impressionanti se un terzo non riaprisse o non ce la facesse a vivere? Le conseguenze sarebbero drammatiche per tutti, istituzioni comprese. Se tante imprese non lavorano, sparisce parte consistente dell’economia e la disoccupazione diventa dirompente.

Il tema è: come riaprire? Confesercenti ha presentato a governo, Regione e Comuni proposte di linee guida che fanno leva sugli strumenti a tutela della salute (mascherine, guanti, disinfettanti ecc. da inserire nel piano di autocontrollo sulla sicurezza), sulla superficie del locale quale riferimento per il numero degli accessi. E’ impensabile fare come nei capannoni industriali che sono pochi e grandi: i negozi sono infatti tanti e piccoli. Si ritiene che i titolari delle piccole imprese del commercio siano insensibili alla tutela della salute di consumatori e dipendenti? Si giudicano i datori di lavoro irresponsabili? Ma si può realisticamente pensare di tutelare i clienti fissando la misura della distanza (m. 1.80)?

Fermo restando le norme fondamentali di tutela, bisogna fare affidamento al senso di responsabilità dei piccoli imprenditori, che hanno la cultura dell’impresa, a cuore il benessere dei dipendenti e dei clienti, il loro futuro fatto di lavoro e di rischi conseguenti.

Confesercenti considera fondamentale, nel rispetto delle linee guida, lavorare per tipologia di attività. Il muratore e il manovale sarà difficile che possano stare a m.1.80; così come il parrucchiere o l’estetista. Si ripartirà solo se si affermeranno conoscenza e coscienza della vita reale delle imprese e di conseguenza norme coerenti da approvare e attuare.