Titolari e dipendenti si posizioneranno all’esterno degli hotel. Le richieste a Comune, Regione e Stato. Chiesto il coinvolgimento anche di commercianti e ristoratori

Titolari e dipendenti degli alberghi in “divisa d’ordinanza” schierati all’esterno dalle proprie strutture. Ma in segno di solidarietà ci saranno anche alcuni ristoratori e commercianti a testimoniare il difficile momento. L’iniziativa “#iononpossoaprire” organizzata da Assohotel Confesercenti andrà in scena sabato (30 gennaio) alle ore 17, con conferenza stampa finale alle 17,30 all’hotel Ercolini & Savi, dove il presidente dell’associazione Fabio Cenni leggerà un documento con le richieste dirette a Comune, Regione e Stato.

Quindi non saranno solo gli albergatori a manifestare il proprio dissenso verso la situazione che stanno vivendo da tempo. E sarà un’iniziativa che si svilupperà in diverse strade (non solo del centro) e che sarà aperta a tutta la categoria, come testimonia l’adesione già pervenuta anche da parte di alberghi aderenti ad altre associazioni esterne al gruppo Confesercenti.

«Crediamo – dice Fabio Cenni – che sia arrivato il momento di far valere le nostre richieste e i nostri diritti. Dobbiamo metterci la faccia tutti insieme e dimostrare che siamo presenti e numerosi. Non abbiamo scelto la strada di una iniziativa di protesta che potesse avere come conseguenza una multa, perché sappiamo che non sono i tempi giusti e rischieremmo di passare dalla ragione al torto, spostando l’attenzione su una protesta mal riuscita anziché sulle nostre istanze».

E a proposito di queste ultime, Assohotel chiede al Comune aiuti concreti. «L’amministrazione ha dichiarato di aver ottenuto ristori per spese correnti e imposta di soggiorno per un totale di 5 milioni di euro. E’ arrivato il momento di dare contributi alle aziende, a cominciare dalla Tari». Alla Regione l’associazione dice poi che «gli alberghi sono rimasti fuori dall’ultimo contributo destinato solo ad ambulanti e ristoranti. Di fatto, con i limiti imposti alla circolazione tra regioni, siamo obbligati anche noi alla chiusura, quindi chiediamo attenzione e aiuti». E al governo centrale si sottolinea che «comuni come Montecatini sono rimasti fuori dai contributi a fondo perduto destinati solo a particolari realtà (centri storici o località con santuari). Siamo a tutti gli effetti un comune turistico e dobbiamo perciò essere riconosciuto tale anche con contributi per le aziende. Inoltre, chiediamo una decontribuzione per chi rinuncia alla cig e ricomincia da subito a dare uno stipendio regolare e certo ai propri dipendenti, invece di una cassa integrazione misera e in perenne ritardo».

L’iniziativa #iononpossoaprire, come detto, avrà luogo sabato. Tutti gli alberghi che aderiranno dovranno accendere le luci e gli albergatori, insieme ai dipendenti (in divisa), si posizioneranno davanti alla propria struttura. In sottofondo, da Montecatini Alto, si potrà ascoltare, grazie alla collaborazione di Paolo Grossi (in arte Dottor Sax), il “Silenzio militare” a sottolineare il drammatico periodo che stiamo affrontando. A ogni albergo che aderirà verrà consegnato un faretto blu per illuminare la facciata. L’associazione chiede che anche i commercianti, alle 17, partecipino al flash mob uscendo fuori dalla propria attività.