FISMO Confesercenti lancia una petizione nazionale per chiedere al Parlamento regole uniformi in tutta Italia su saldi e vendite promozionali.
Da anni segnaliamo che l’attuale sistema non funziona più: le svendite iniziano troppo presto, le promozioni si moltiplicano senza controllo e le nostre richieste di intervento sono rimaste inascoltate.
Con questa petizione chiediamo:
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Il posticipo dei saldi invernali alla fine della prima settimana di febbraio;
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Il posticipo dei saldi estivi di almeno due settimane rispetto all’attuale data (primo sabato di luglio);
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La limitazione della durata dei saldi a 30 giorni;
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Che le vendite promozionali non siano consentite nei 30 giorni precedenti i saldi, abbiano durata massima di 7 giorni, non si ripetano più di quattro volte l’anno e riguardino solo una parte dell’assortimento, per reali esigenze promozionali;
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Che siano introdotti controlli sul commercio online per evitare vantaggi competitivi sleali rispetto ai negozi fisici.
Queste misure servono a garantire trasparenza, parità di condizioni concorrenziali e accesso equo ai prodotti per tutti i consumatori. Solo così potremo riportare equilibrio nel mercato e dare respiro ai negozi di vicinato, messi in difficoltà da una concorrenza sempre più distorta.
Il contesto economico
La crisi dei consumi e la concorrenza sfrenata degli ultimi anni hanno messo in ginocchio il settore moda. La spesa delle famiglie per abbigliamento e calzature è calata drasticamente: un tempo rappresentava il 7% dei consumi, oggi è scesa al 3,7%. Dal 2019 al 2025, in Italia hanno chiuso oltre 18.000 negozi di abbigliamento e calzature – un calo del 13,5% – con la perdita di circa 17.000 posti di lavoro.
L’inflazione ha eroso il potere d’acquisto, spingendo i consumatori a cercare solo offerte e sconti. Il risultato? Meno vendite a prezzo pieno e margini sempre più ridotti per gli imprenditori. Sempre meno imprenditori indipendenti.
I negozi indipendenti di moda stanno scomparendo. Oggi rappresentano circa la metà dei punti vendita, ma la loro quota di mercato è crollata al 20-25%. Negli anni ’80 superava il 75%. Le grandi catene e il franchising dominano il mercato, mentre i piccoli imprenditori faticano a sopravvivere. Anche le nuove aperture sono in calo: il tasso di natalità delle imprese del commercio al dettaglio è sceso del 43% in dieci anni.
Schiacciati dall’online
Le piattaforme e-commerce hanno rivoluzionato il mercato, spesso a scapito dei negozi fisici. Nel 2023 gli italiani hanno speso oltre 54 miliardi online, ma il 71% di queste vendite è concentrato in 20 operatori. Confesercenti stima che entro il 2025 il commercio tradizionale scenderà al 23-24% del mercato, mentre l’online salirà al 14%.
Il rischio? Almeno 15.000 negozi in meno e oltre 20.000 posti di lavoro persi. I negozi di vicinato continuano a sostenere l’economia locale, versando 7,7 miliardi di euro l’anno in tasse, contro i soli 390 milioni della web tax. Ma le piattaforme digitali operano con vantaggi fiscali, potere contrattuale e libertà promozionale che i negozi fisici non hanno.
Per questo chiediamo controlli specifici sull’e-commerce, per garantire condizioni di concorrenza eque.
Il Far West delle promozioni
Il Black Friday e le promozioni straordinarie hanno stravolto il mercato. Le grandi piattaforme organizzano sconti tutto l’anno, spesso aggirando le regole. I consumatori sono abituati ad aspettare l’offerta, svuotando di senso i saldi tradizionali.
Uno studio commissionato da Confesercenti a IPSOS mostra che l’86% degli italiani approfitta del Black Friday, il 65% acquista online, solo il 5% nei negozi di vicinato. Inoltre, oltre la metà non conosce le regole sui prezzi minimi da esporre. Intanto, le grandi catene continuano a fare promozioni riservate ai clienti fidelizzati anche nel mese precedente i saldi.
Per questo chiediamo che le vendite promozionali siano regolamentate: vietate nei 30 giorni prima dei saldi e limitate a una parte dell’assortimento, per un periodo definito. Serve riportare ordine nel mercato, oggi diventato un vero Far West.
Le iniziative intraprese da Fismo
Fismo ha già presentato un esposto all’Antitrust (AGCM) per denunciare gli squilibri tra commercio online e fisico. Ha lanciato la campagna “Salviamo i Saldi”, coinvolgendo esercenti, territori e strutture Confesercenti in tutta Italia.
La petizione è il passo successivo per portare questa voce in Parlamento, con il sostegno di migliaia di cittadini. Serve un nuovo intervento nazionale, aggiornato al contesto attuale.
Firma anche tu la petizione
La petizione sarà presentata ufficialmente al Parlamento ai sensi dell’art. 50 della Costituzione, attraverso la piattaforma online della Camera dei Deputati. Ogni cittadino italiano può firmare con SPID o CIE.
Più firme raccoglieremo, più la nostra voce sarà forte.
Già 150 firme rendono la petizione visibile sulla piattaforma. Non esiste un numero minimo per la discussione, ma più firme raccoglieremo, più sarà forte il segnale alle istituzioni.
Il nostro obiettivo è raccogliere il massimo sostegno possibile per dare forza alla voce dei negozianti e dei consumatori.
Appena la petizione sarà attiva, diffonderemo il link diretto e un tutorial su come firmare. Sarà semplice e veloce.
Unisciti a noi per ridare valore ai saldi e salvare i nostri negozi. Firma anche tu.