L’amministrazione comunale non ha rinviato i pagamenti e nei bollettini ha invece calcolato anche i giorni in cui non si sono svolti i mercati

Anche per il commercio su area pubblica la riapertura dopo il lockdown si è dimostrata difficile. Da una proiezione fatta dalla nostra associazione si presume che un’attività su tre del comparto chiuderà i battenti a fine anno.

Tutti i Comuni, nel tentativo di dare una mano al settore, hanno rinviato i pagamenti del suolo pubblico a settembre, ricalcolando l’importo e aggiornandolo con i mercati non usufruiti. C’è chi addirittura è stato più sensibile e virtuoso azzerando il suolo pubblico per tutto l’anno.

Stona in questo senso il Comune di Monsummano Terme, che si distingue invece inviando i bollettini Cosap con scadenza al 31 luglio e con tariffa piena, ovvero comprendendo anche i mercati non svolti. Dispiace constatare l’indifferenza di un’amministrazione che non solo non rimanda, ma che pretende di riscuotere anche per giorni in cui gli operatori non hanno lavorato.

Nel decreto rilancio appena varato c’è l’obbligo di stornare da parte dei Comuni due mesi non lavorati (che saranno coperti dallo Stato). Alla luce di ciò l’amministrazione comunale ci dice di non poter ricalcolare i bollettini già emessi (basterebbe la buona volontà…) e che quindi vanno pagati per intero. Poi, sempre secondo l’amministrazione – con calma e forse – la stessa ristornerà nell’anno in corso. Ci chiediamo allora: non sarebbe più semplice e meno burocratico rifare ora i bollettini con il giusto importo?

Il comportamento del Comune lascia molta amarezza ma, come sempre, sono le imprese e spesso i cittadini a subire comportamenti in cui dietro il muro della burocrazia si governa non assumendo decisioni dettate dal buon senso, che auspichiamo possa comunque essere recuperato dall’amministrazione.