I soci da tutta la provincia ci chiamano scontenti e arrabbiati e dicono: si uscirà dalla zona rossa per passare all’arancione e dopo forse al giallo. Continuare ad essere puniti è inaccettabile. La riapertura fino alle ore 18 per bar e ristoranti mortifica le imprese. La montagna resta chiusa a chiave, dove la pandemia ha messo alla fame abitanti, commercio, ristorazione, turismo, agricoltura e la loro filiera. I negozi sperano nelle festività e nella risposta dei consumatori alla richiesta di considerazione verso il commercio di vicinato. Il morale è basso. La voglia di mollare esiste per le conseguenze economiche e anche psicologiche. Il coraggio non manca, ma non può essere infinito. Questa la narrazione degli operatori. Una riflessione s’impone. Evitare che si faccia come in estate è volontà di tutti. Ma il Governo, tra liberi tutti e riapertura insoddisfacente, non ha preso in considerazione un’approfondita valutazione per dare più fiato alle imprese che sono state chiuse. Tutte le attività commerciali e di ristorazione poiché servono clienti sono considerate come veri focolai. Anche il gioielliere dove entra un cliente ogni tanto. Quindi chiudiamole e riapriamole il più tardi possibile. Questa è stata la scelta del Governo. Gli scienziati fanno il loro insostituibile mestiere. La politica deve decidere. La questione è: si chiudono totalmente montagna e si riaprono con forti limiti bar e inutilmente ristoranti, oppure si valutano e si approfondiscono le criticità per verificare le possibili soluzioni? Il pericolo di contagio viene dagli assembramenti, dal trasporto pubblico e dal non rispetto delle regole. E’ ovvio che non si deve consentire il trasporto senza garanzie nei bus, treni dei pendolari, nelle funivie; è altrettanto ovvio che si deve accedere nei bar e ristoranti soltanto con regole rigide sul distanziamento e con il controllo del rispetto dei protocolli. E’ facile serrare tutto. E’ difficile controllare l’applicazione delle regole. Bisognava farlo proprio perché è difficile, come disse  Kennedy quando decise che gli U.S.A. dovevano sbarcare per primi sulla luna. E’ possibile verificare in tempo reale se si rispettano le regole, facendo ad esempio istallare telecamere e controlli a distanza. Le regole uno Stato serio le fa rispettare. Chi sgarra paga. A chi chiede di lavorare si risponde di avere pazienza e si offrono doverosi, ma limitati ristori, mentre il valore della coesione sociale si sta sfarinando per l’assenza di riflessione e di visione. Si è aperto un fossato tra garantiti e puniti. La fiducia delle imprese è crollata. L’imprenditore vuole lavorare. I posti di lavoro in pericolo sono tanti e soltanto le imprese possono crearli. Il rilancio dell’economia non si fa senza le imprese. La crisi è profonda non superabile in tempi brevi ed in assenza di piani di settore e di un serio utilizzo di tutti i fondi dell’Europa. Confesercenti Pistoia non ci sta a questo balletto colorato e chiede al Presidente della Regione di battersi per portare subito la Toscana in zona gialla.

Pistoia, 29 novembre 2020