ALLERTA ARANCIONE, UNA BEFFA PER GLI AMBULANTI: SITUAZIONE INSOSTENIBILE

Arriva l’allerta arancione e scatta nuovamente, come da prassi oramai, l’annullamento di mercati e fiere nella nostra Provincia. Un disagio non più sostenibile per la categoria.

Non può e non deve esserci un automatico annullamento di mercati e fiere ogni qualvolta arriva un allerta arancione che poi, come verificato questa mattina, era tutt’altro che una situazione impraticabile per lo svolgimento di un mercato. Ma intanto mercati come quello delle Fornaci (Pistoia) oppure a Montecatini Terme sono stati già annullati dalla tarda serata di ieri.

Noi, come gli operatori ambulanti – afferma Michele Coppelli Presidente di ANVA Pistoia – abbiamo a cuore la sicurezza pubblica e non manca certo senso di attenzione e di responsabilità quando le condizioni meteo possono cagionare situazioni di pericolo. Ma è inaccettabile che vi siano comportamenti difformi tra territori anche adiacenti, operatori avvertiti all’ultimo secondo (ma secondo voi chi acquista merce alimentare e la sera viene a sapere che un mercato annullato e quindi deve buttare via tutto, ha qualche risarcimento?). Gli operatori su area pubblica si alzano presto la mattina non per andare a divertirsi ma per andare a lavorare.

Comprendiamo appieno la priorità assoluta della tutela della sicurezza pubblica e del rispetto delle procedure di protezione civile. Tuttavia, la modalità con cui si gestiscono queste chiusure e la mancanza di un sistema di supporto economico o organizzativo generano danni immensi alle nostre imprese, già messe a dura prova dalla congiuntura economica attuale. Oltre il danno la beffa visto che per la giornata persa è stato anche preventivamente corrisposto il relativo suolo pubblico.

Ogni annullamento comporta: Perdite economiche immediate e dirette: merce acquistata e non venduta (spesso deperibile), spese di viaggio sostenute a vuoto e mancato incasso della giornata. Incertezza operativa: decisioni comunicate spesso con poco preavviso o con criteri non omogenei tra Comuni limitrofi, che impediscono qualsiasi pianificazione del lavoro. Mancanza di ammortizzatori: a differenza di altre categorie, per il commercio ambulante una giornata persa è un guadagno irrecuperabile, pur continuando a sostenere costi fissi, occupazione di suolo pubblico e adempimenti fiscali.

Chiediamo provvedimenti immediati non più demandabili. Queste situazioni oramai sono troppo ricorrenti. Provvedimenti da parte dei Comuni che prima di annullare  i mercati o  fiere verifichino attentamente le situazioni anche la mattina stessa presto per valutare la praticabilità o meno dell’area mercato/fiera. Interventi mirati sui suoli pubblici che le Amministrazioni riscuotono preventivamente. Perché nessun Comune ha previsto rimborsi od indennizzi su suoli pubblici già corrisposti (talvolta a caro prezzo)?. Della situazione è stata “investita” anche la Regione Toscana che deve prevedere adeguati ristori per una situazione di calamità che oramai riguarda anche le tasche degli operatori ambulanti.

IL Presidente Provinciale ANVA Confesercenti, Michele Coppelli