“La notizia dell’istanza di fallimento delle Terme di Montecatini, chiesta dal pool di banche, ci sorprende, ma non ci preoccupa più di quanto non lo fossimo precedentemente. Era noto infatti che entro fine anno, se non si fosse trovata una soluzione ai problemi finanziari ed economici della società, la strada del tribunale era l’unica percorribile. Ecco, adesso la data non è più quella del 31 dicembre ma, salvo rinvii che le parti di comune accordo possono chiedere, quella dell’11 ottobre.

Le soluzioni che vediamo a questo punto sono due, la terza (il fallimento) non è neanche ipotizzabile: i privati che nelle ultime settimane si sono avvicinati trovino un accordo con i creditori, o l’accordo lo trovino i soci.

 

Torniamo quindi a chiedere non tanto alla società quanto ai soci, e nello specifico al socio di maggioranza Regione, quali soluzioni intenda mettere in campo per scongiurare la procedura e, nel caso si resca in questo obiettivo, come intenda proseguire per rilanciare la società e non ritrovarsi tra pochi anni nella medesima situazione.

Gli imprenditori sono a questo punto stanchi dei rinvii, serve ora un progetto chiaro e con basi solide. Se il pubblico non è in grado di farlo ben vengano investitori privati che sicuramente non avranno solo l’obiettivo di salvare la società, ma di rilanciarla per poter trarne profitto. La città non potrà che beneficiarne”.

Il presidente
Fabio Cenni