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Confesercenti da molto tempo denuncia il ritardo di Pistoia sulle progettualità idonee a ricevere i sodi del PNRR. Tanto è vero che la nostra provincia è tra le ultime in Toscana. La Regione stessa non brilla trovandosi al 12° posto. Eppure Pistoia possiede risorse in linea con le finalità del PNRR (green, produzione di mobilità sostenibile, turismo), ma non riesce a mettere frutto tutte le potenzialità per farne un moltiplicatore della crescita. Affermato queste oggettive verità, che non è intelligente nascondere, dobbiamo reagire con la volontà di fare. A monte dell’impegno per recuperare il ritardo c’è una questione che dobbiamo affrontare con determinazione. Si tratta delle infrastrutture materiali e immateriali decisive per la crescita riguardanti viabilità, ferrovia, rete WiFi. E’ accettabile che restino irrisolte le modalità di attraversamento dei binari a Montecatini e addirittura non si riesca a concludere i lavori della galleria di Serravalle, non sia realizzata una uscita dalla FI/MARE degna di un Paese avanzato, si viaggi sulle strade del Granduca, non sia presente una rete WiFi su tutto il territorio. C’è un regalo nella desolazione dello stato delle Terme. Gli Uffizi a Montecatini nello stabilimento Excelsior con le opere liberty. La Fondazione, si è letto, è disponibile ad acquistare l’immobile che con i soldi del PNRR si può ristrutturare per essere adibito a Museo. Bisogna creare le condizioni per l’acquisizione togliendo l’edificio dal marasma delle Terme. Riusciranno i nostri eroi a farcela in tempi brevi, considerato che il Museo rappresenta un prodotto internazionale nell’assenza di quello termale? Dovrebbe essere la priorità.  Ecco perché Pistoia è fanalino di coda.

Il PNRR è tema di tutti, delle Istituzioni, delle imprese, del mondo del lavoro, come dice Draghi, di tutto il Paese. Ognuno deve fare il proprio mestiere e elaborare progetti e non soltanto rivendicazioni, poi bisogna scegliere priorità e condividerle. Confesercenti possiede progettualità e strumenti per la crescita delle imprese. Oggi la priorità è un piano strategico che affronti la rimodulazione del sistema distributivo. Lo impone il peso acquisito dai grandi gruppi del commercio online. E’ richiesto dalla volontà, di mantenere il valore sociale e culturale, oltre che economico dei negozi di vicinato nelle città e nei borghi. In questo quadro green e sicurezza sono richieste dai consumatori a garanzia della salute minacciata dalla pandemia. Le imprese perciò devono riposizionarsi con investimenti, riqualificare il personale, assumere giovani qualificati. Il Digitale, a misura delle piccole imprese e dei territori, è una necessità assoluta per coniugare innovazione e rapporti umani. I Centri Commerciali Digitali  che possono diventare l’offerta di una rete d’imprese che unisce commercio, cultura, eventi  si rivolgono alla popolazione residente ed  ai turisti. In tal modo si realizza una nuova qualità nel rapporto domanda e offerta, tra consumatori e piccole imprese. La rigenerazione delle città non può ridursi a restaurare qualche edificio di valore storico e architettonico, opera ovviamente meritevole. L’obiettivo fondamentale è costituito da rendere la città smart, green, sostenibile per una diversa economia e un innalzamento della qualità della vita. Non va in questa direzione l’abbondante attraversamento della città e dei centri storici di camioncini che consegnano al consumatore una lametta, un barattolo di pomodori, un paio di scarpe. La logistica quindi diventa un aspetto essenziale. Chissà quanto tempo trascorrerà per costruire un metodo praticabile, costruttivo con la finalità di un patto per lo sviluppo, se ciò non riusciamo a farlo neppure per intercettare i fondi del PNRR per i nostri territori.

                                                                  Riccardo Bruzzani