Priorità su infrastrutture, Uffizi diffusi, digitalizzazione piccole imprese. Bruzzani: «Ma soprattutto serve un piano strategico»

Confesercenti da tempo denuncia il ritardo di Pistoia sulle progettualità idonee a ricevere i fondi del Pnrr (tanto è vero che la nostra provincia è tra le ultime in Toscana, regione che già non brilla, trovandosi al 12° posto in Italia). Eppure Pistoia possiede risorse in linea con le finalità del Pnrr (green, mobilità sostenibile, turismo), ma non riesce a mettere a frutto le potenzialità per farne un moltiplicatore della crescita.

A monte dell’impegno per recuperare il ritardo ci sono le infrastrutture materiali e immateriali, decisive per la crescita e riguardanti viabilità, ferrovia, rete WiFi. E’ accettabile che resti irrisolto l’attraversamento dei binari a Montecatini e non si riesca a concludere i lavori della galleria di Serravalle? O che non sia realizzata un’uscita dalla A11 degna di un Paese avanzato? O ancora che si viaggi sulle strade del Granduca o non sia presente una rete WiFi su tutto il territorio?

Nella desolazione dello stato delle Terme, c’è l’ipotesi degli Uffizi diffusi a Montecatini nello stabilimento Excelsior. La Fondazione Caript, si è letto, è disponibile ad acquistare l’immobile che con i soldi del Pnrr essere ristrutturato e adibito a museo. Devono essere create le condizioni per l’acquisizione, togliendo l’edificio dal marasma che gira attorno alle Terme. Riusciranno i nostri eroi a farcela in tempi brevi, considerato che il museo rappresenta un prodotto internazionale nell’assenza di quello termale? Eppure questa dovrebbe essere una priorità.

Il Pnrr è tema, come dice il premier Draghi, di tutto il Paese. Ognuno deve fare il proprio mestiere e elaborare progetti e non soltanto rivendicazioni, poi bisogna scegliere priorità e condividerle. Per Confesercenti la priorità è un piano strategico che affronti la rimodulazione del sistema distributivo. Lo impongono il peso acquisito dai grandi gruppi del commercio online e la volontà di mantenere il valore sociale e culturale, oltre che economico, dei negozi di vicinato.

Le imprese perciò devono riposizionarsi con investimenti, riqualificare il personale, assumere giovani qualificati. Il digitale, a misura delle piccole imprese e dei territori, è una necessità assoluta per coniugare innovazione e rapporti umani. I centri commerciali digitali possono diventare l’offerta di una rete d’imprese che unisce commercio, cultura ed eventi. In tal modo si realizza una nuova qualità nel rapporto domanda e offerta, tra consumatori e piccole imprese.

La rigenerazione delle città non può ridursi a restaurare qualche edificio di valore storico e architettonico, opera ovviamente meritevole. L’obiettivo fondamentale è rendere la città smart, green, sostenibile per una diversa economia e un innalzamento della qualità della vita. Non va in questa direzione l’abbondante attraversamento della città e dei centri storici di camioncini che magari consegnano al consumatore solo una lametta o un barattolo di pomodori. La logistica diventa un aspetto essenziale. Anche per questo e per un vero patto per lo sviluppo diventa fondamentale intercettare rapidamente i fondi del Pnrr per i nostri territori