Sulla vicenda del mercato cittadino al termine dello stato di emergenza, interviene Maurizio Innocenti, presidente Nazionale di ANVA Confesercenti

Intervengo sulla questione del mercato di Pistoia sia come Presidente Nazionale di ANVA Confesercenti, ma anche come operatore dello stesso. Vorrei partire innanzitutto da quella che è la situazione della categoria. Veniamo oramai da oltre 2 anni di pandemia. In tutto questo tempo la nostra base è risultata quella più “bastonata”; si registrano incassi con una media di 50/100 euro giornalieri, nemmeno sufficienti per coprire le spese del carburante. Siamo da anni alle prese con le norme nazionali ed europee che ci hanno impedito certezza del lavoro e sviluppo dello stesso. Dobbiamo fronteggiare il ritorno al pagamento del suolo pubblico insostenibile per gli operatori in questo momento. Cogliamo l’occasione per ringraziare il Comune di Lamporecchio che ha recentemente prorogato l’esonero del canone. Ci auguriamo che, come abbiamo già richiesto, anche le altre Amministrazioni si allineino in questo senso.

Come ANVA stiamo lavorando a livello Nazionale con il Governo per ritrovare certezze superando ogni ostacolo che vada ad impedire, per il tramite della direttiva CEE, il giusto valore di impresa che merita il commercio su area pubblica. L’imperativo è uscire dalla precarietà, ottenere concessioni adeguate nella durata che sono fondamentali per le imprese, ed al tempo stesso indirizzare ogni sforzo per la riqualificazione dei mercati affinché siano funzionali oltre che per gli operatori, anche per le attività commerciali fisse, rispettose dei beni culturali, dei centri storici delle città, oltre che per le esigenze dei cittadini.

Venendo alla tematica relativa il mercato di Pistoia, mi ha veramente sorpreso dopo mesi di incontri la posizione assunta dall’Amministrazione Comunale che abbiamo ritenuto sempre disponibile al dialogo ed attenta ai bisogni ed al futuro delle piccole imprese.  Voglio anche precisare che l’ANVA, così come la Confesercenti, giudica i governi in rapporto alle considerazioni e le risposte che danno alle imprese e non al colore politico. A dimostrazione di ciò, le questioni da noi poste sul mercato, risalgono ormai a molto tempo fa.

L’argomento del covid pare veramente assurdo. Nel senso che la circolazione del virus avverrebbe comunque sia con l’assetto (provvisorio) attuale del mercato, che con un ritorno alla dislocazione precedente. L’argomento della distribuzione diluita regge se riferita all’applicazione delle norme di tutela della salute in relazione allo stato di emergenza che termina il 31/3 p.v. Questo criterio vale per tutte le attività e non soltanto per i mercati che tra l’altro sono all’aperto. Non può quindi essere la categoria dei commercianti su area pubblica a rimanere discriminata. Gli stessi legali di Anva Confesercenti ritengono che in assenza di nuove norme ci debba essere il ritorno alla situazione anti-emergenza.

Sulla riqualificazione del mercato ci sono temi da affrontare in tempi rapidi ed imprescindibili. Questo per il rispetto dei monumenti e della città e per la categoria. Occorre lavorare per rendere il mercato funzionale al centro storico. L’immagine stessa del mercato, le attrezzature, la qualità dell’offerta sono temi fondamentali per la categoria e che per primi abbiamo posto.

Per tutti questi motivi il ritorno alla normalità del mercato e la riqualificazione dello stesso sono le vere priorità da cui partire.

Il Presidente Nazionale ANVA – Maurizio Innocenti