Le fiere e le sagre sono state le uniche attività all’aperto ad essere state sottoposte all’obbligo di Green Pass. Un obbligo che si è subito configurato come l’ennesimo duro colpo per il settore. Fin da subito abbiamo posto l’accento sul fatto che occorreva far chiarezza circa le modalità di svolgimento dei controlli durante le sagre e le fiere, che spesso si svolgono nei centri cittadini tra i palazzi dei residenti. Alcuni Comuni hanno annullato immediatamente ed impropiamente le iniziative in programma, adducendo proprio alle difficoltà legate a responsabilità e controlli. Se è pur vero che nei luoghi all’aperto, dove ci sono molteplici accessi, è estremamente complesso effettuare determinate verifiche, come ANVA Nazionale abbiamo comunque invitato i Comuni ad organizzarsi per evitare annullamenti. Quando si parla di fiere è l’ora di smetterla dinanzi ad ogni problematica (piccola o grande che sia) trincerarsi dietro ad un “non è possibile”, “non ce la facciamo”. Le fiere debbono svolgersi, punto. Come Associazione abbiamo dato ampia disponibilità ai Comuni per collaborare alla buona riuscita degli eventi in questione. Prima di annullare è necessario confrontarsi e valutare dapprima tutte le strade percorribili. Annullare le fiere vuol dire lasciare persone a casa senza lavorare. Anche prima dell’entrata in vigore del Green Pass è bene sottilineare che molti Comuni hanno comunque annullato o stravolto numerose fiere. Una vera ripartenza per questo settore non c’è mai stata con conseguenti ingenti danni per gli operatori.
A tal proposito, Confesercenti ed ANVA Nazionale, nello scorso fine settimana hanno incontrato il Governo sul tema green pass. E’ stato, tra le altre cose, chiesto quindi di rivedere l’applicazione di tale disposizione per le fiere all’aperto. Questa mattina, sul sito del Governo nell’apposita sezione faq legate alle normative anticovid, è stato finalmente sciolto il dubbio che ha portato ad immediati annullamenti: pur ribandendo che l’accesso a sagre e fiere anche locali, è consentito esclusivamente ai soggetti muniti di una certificazione verde COVID-19 si precisa che nel caso in cui tali eventi si svolgano all’aperto in spazi privi di specifici e univoci varchi di accesso, come, ad esempio, nelle piazze e vie pubbliche, gli organizzatori (pubblici o privati) si limitano a informare il pubblico, con apposita segnaletica, dell’esistenza dell’obbligo della certificazione verde COVID-19 per accedere alla fiera o sagra in questione. In caso di controlli a campione, sarà sanzionabile soltanto il soggetto privo di certificazione e non anche gli organizzatori che abbiano rispettato gli obblighi informativi.
Un primo importante risultato ottenuto dalla nostra Associazione che continuerà, come sempre fatto, a lavorare duramente per dare certezza ad un settore troppe volte dimenticato.

Il Presidente Nazionale ANVA , Maurizio Innocenti