Le gravi conseguenze della pandemia su piano economico rendono ancora più stringente la necessità di provvedimenti concreti e di rapida attuazione volti a salvare le imprese e per la ricostruzione, in coerenza con le scelte dell’Europa. In caso contrario si potrà parlare soltanto di assistenza e accompagnamento al declino. Ad oggi siamo fortemente insoddisfatti.
Confesercenti Pistoia ha lanciato una indagine sugli effetti del virus per il turismo, il commercio ed i servizi. I risultati sono preoccupanti. A conclusione renderemo pubblico l’esito finale. Possiamo dire che emergono chiaramente: la enorme perdita di ricavi; l’incognita del futuro per molti; ma anche la volontà di non mollare puntando su qualità e professionalità.
Resta il fatto che il turismo è azzerato con ricadute pesanti sul commercio, la ristorazione lavora sostanzialmente con pochissimi dipendenti e a rimessa, i bar recuperano lentamente ricavi ancora molto bassi. Tanti hanno risposto che gli utili non torneranno prima di un anno.
Cosa succederà a settembre e nei mesi successivi? Dipenderà dalle misure a sostegno per salvare le aziende e occupazione. Dipenderà anche da quanto si farà a livello locale per dare fiato alle imprese: iniziative, serate notturne per il commercio, programma per il turismo, ricostruire la fiducia nei consumatori che hanno un lavoro. E’ un tema di comunità, non solo
delle imprese. Siamo convinti che il sostegno è indispensabile, ma non può essere all’infinito.
Bisogna iniziare a ricostruire l’economia, a gettare le basi per fare crescita. Il Governo deve decidersi a progettare le priorità per un nuovo sviluppo. Ad oggi si assiste alla pratica del rinvio e non si sciolgono i nodi. Si avanzano proposte parziali e a breve termine come quella sulla riduzione dell’IVA. La vera questione è affrontare in modo strutturale il tema del costo
del lavoro, la riforma del fisco, la burocrazia. E poi, infrastrutture materiali ed immateriali, edilizia scolastica, difesa del territorio, economia circolare ed ecosostenibile, progetto nazionale per il Turismo.
Questo è lo scenario nel quale calarsi come territorio. E’ mia convinzione che lo sviluppo non lo si determina soltanto con adeguate norme di legge. I territori per crescere hanno bisogno di polarità di riferimento in grado di trascinare le realtà minori. Si tratta di polarità in grado di agganciare tematiche di area vasta da tradurre in sviluppo locale. Il Piano Strategico della provincia di Pistoia, il cui preliminare è stato redatto grazie alla Fondazione Caripit e alla CC.I.AA. e presentato alla Regione, ha evidenziato che le due polarità sono: Montecatini Terme per il turismo e Pistoia per vivaismo e mobilità sostenibile. Nessuno dei due territori ha
idea di cosa e come dovranno essere tra 5/10 anni.
In sostanza non è stato individuato il RUOLO affinché le due polarità diventino MOTORI per lo sviluppo dei territori. Senza un progetto a questo fine, continueremo a restare polarità potenziali, ma con prospettive di marginalità crescente. Ecco perché è assolutamente necessario andare avanti con il Piano Strategico per la Crescita dei nostri Territori: un
PROGETTO CONCRETO E FATTIBILE PER IL FUTURO.
In Regione si sta parlando di progettualità per l’uso dei Fondi europei. Si tratta di somme imponenti. Spero, ma sicuramente sarà così, che non saranno utilizzate a pioggia distribuite dall’elicottero. Dobbiamo presentarsi con il nostro progetto per la crescita dei nostri territori.

Riccardo Bruzzani