Dal 23 febbraio a oggi gli operatori del settore del turismo organizzato non hanno percepito alcun indennizzo per la chiusura delle loro attività. Dopo aver perso un anno di lavoro le prospettive per il 2021 anche per il nostro territorio sono altrettanto negative: la situazione per le imprese non è più sostenibile.

La chiusura dei confini con tutti i Paesi extra-Ue, il tampone obbligatorio o la quarantena per le più importanti destinazioni turistiche europee, il blocco dei viaggi di istruzione (che molto incidono sul turismo a Montecatini, soprattutto a Primavera) hanno provocato in media riduzioni del fatturato delle imprese del 90% e stanno generando fallimenti e chiusure delle attività con conseguente perdita di posti di lavoro.

Per prevenire l’imminente collasso della filiera, secondo Confesercenti per agenzie di viaggi e tour operator devono essere previsti i pagamenti dei contributi a fondo perduto (già stanziati), rifinanziamento per le perdite di fatturato, azzeramento tasse fino a giugno 2021, ammortizzatori sociali, incremento del fondo a copertura dei rimborsi ai viaggiatori.

Turismo però non significa solo tour operator e agenzie di viaggio – peraltro molto numerosi in provincia di Pistoia – perché intorno a queste aziende esiste tutto un indotto di lavoratori che da febbraio si sono fermati. Parliamo di guide e accompagnatori, Ncc, e degli agenti di commercio che rappresentano i Tour Operator. C’è da sottolineare che tutta la categoria degli agenti sta soffrendo, ma questa tipologia dal 23 di febbraio è ferma operativamente. Riteniamo indispensabile e urgente che vangano elargiti contributi a fondo perduto per poter compensare le perdite subite. Per questo chiediamo al governo di essere immediatamente inseriti tra i codici Ateco delle attività indennizzate nel decreto ristori.