Fabio Cenni (Assohotel): “Il rischio è quello di un anno turistico ai minimi livelli rispetto all’ultimo decennio”

Se all’inizio dell’anno si poteva ancora pensare a qualche “scossa di assestamento”, con i numeri del primo semestre in possesso di Assohotel Confesercenti il rischio è ora quello che – come afferma il presidente dell’associazione, Fabio Cenni – “ci si possa trovare di fronte per il turismo montecatinese al peggiore degli ultimi 10 anni”.

Il numero di recensioni dedicate agli hotel di Montecatini, infatti, continua drasticamente a crollare sia nei siti “generalisti” (Google e Tripadvisor), sia in quelli di prenotazione (su tutti Booking.com). “Minori recensioni non significa automaticamente minori clienti – spiega Cenni – ma certo rappresentano un indicatore da tenere conto e non sottovalutare. E se a questo aggiungiamo l’esperienza diretta, ovvero il confronto con gli operatori del settore, ci troviamo davanti a una probabile e significativa diminuzione dei turisti in città”.

Nei primi quattro mesi del 2019 (rispetto allo stesso periodo del 2018), infatti, erano diminuite le recensioni su Booking.com (da 2.761 a 2.313), ma erano invece rimaste pressoché invariate quelle scritte dai clienti su Tripadvisor (da 1.092 a 958). Era quanto emergeva da un’analisi dei dati che periodicamente Assohotel svolge attraverso la piattaforma “Travelappeal”.

Gli ultimi dati, relativi al confronto maggio-giugno (2019 rispetto a 2018) presentano numeri ancor più allarmanti. Sui portali “generalisti” come Google e Tripadvisor il calo è rispettivamente del 5 e del 22%, mentre su Booking si passa da 2.349 recensioni a 1307, ovvero un pesante -44%. Sul fronte delle nazionalità, brusca frenata per italiani (751 contro i 1.346 del 2018) e russi (108 contro 194), mentre reggono i tedeschi, costanti a 164 recensioni.

“Un calo generalizzato e preoccupante – commenta Cenni – che può voler significare anche diverse cose: un aumento dei gruppi, un numero più consistente di prenotazioni dirette e senza passaggi tramite le agenzie online, o anche la nascita di nuovi canali che potrebbero aver subìto un repentino e inaspettato incremento di quote sul mercato. Nei prossimi mesi cercheremo di capirne di più”.