L’Ufficio Legislativo di Confesercenti Nazionale ha redatto un elenco delle attività imprenditoriali consentite, sulla base delle FAQ del Governo “Decreto #IoRestoaCasa, domande frequenti sulle misure adottate dal Governo”.

SPOSTAMENTI

Recarsi in una delle qualsiasi attività commerciali rimaste aperte costituisce una motivazione valida per gli spostamenti?

Sì, ma per assolvere a una necessità della vita quotidiana dell’interessato (o del suo nucleo familiare) o per motivi di salute. Pertanto, lo spostamento, in caso di eventuali controlli, dovrà essere giustificato nelle forme e con le modalità dell’autocertificazione e dovrà sempre rispettare la distanza interpersonale di 1 metro.

È possibile uscire per andare ad acquistare generi alimentari? I generi alimentari saranno sempre disponibili?

Sì, si potrà sempre uscire per acquistare generi alimentari e non c’è alcuna necessità di accaparrarseli ora perché saranno sempre disponibili.

È possibile fare la spesa in un Comune diverso da quello in cui si abita?

Gli spostamenti verso Comuni diversi da quello in cui si ha la residenza o il domicilio sono vietati. È possibile spostarsi in altri Comuni solo ed esclusivamente per comprovate esigenze lavorative o in casi di assoluta urgenza o per motivi di salute. Laddove quindi il Comune non disponga di punti vendita, o sia necessario acquistare con urgenza generi di prima necessità non reperibili nel Comune di residenza o domicilio, lo spostamento è consentito solo entro tali stretti limiti, che dovranno essere autocertificati.

Si può uscire per acquistare beni diversi da quelli alimentari?

Sì, ma solo per acquistare prodotti rientranti nelle categorie espressamente previste dal Dpcm 11 marzo 2020.

Nostra interpretazione: il DPCM dell’11 marzo 2020 stabilisce che sono sospese le attività commerciali al dettaglio, fatta eccezione per le attività di vendita di generi alimentari e “di prima necessità” individuate nell’allegato 1, siano esse esercitate nell’ambito degli esercizi commerciali di vicinato, nell’ambito della media e grande distribuzione o ricompresi nei centri commerciali.

Per beni “di prima necessita”, dunque, dobbiamo intendere, oltre ovviamente ai prodotti alimentari, gli altri diversi prodotti che possono essere commercializzati negli esercizi indicati nell’allegato 1, esclusi ovviamente gli esercizi “generalisti” come ipermercati e supermercati, discount e minimercati, che in teoria potrebbero vendere qualsiasi prodotto, ma alla luce delle sospensioni disposte non possono più farlo (e pertanto dovranno limitarsi a vendere i prodotti alimentari e gli eventuali altri prodotti individuabili con riferimento agli ulteriori esercizi dell’elenco, che esercitano il commercio di specifici prodotti).

    Ebbene, tali esercizi sono, con indicazione dei relativi codici Ateco (clicca per andare avanti). Fonte Confesercenti nazionale