“Eravamo preoccupati, molto, che l’aumento repentino dei contagi e le scelte pesanti fatte in Francia, Inghilterra e Germania portassero anche l’Italia a processi di chiusura dall’alto, pesanti e pericolosissimi per le imprese”, così Confesercenti Pistoia, sull’ultimo DPCM.

“Su 2 aspetti del DPCM vale la pena sottolineare l’impatto che hanno sulle imprese:

– La questione ‘movida’ è stata risolta coinvolgendo i sindaci, che potranno disporre la chiusura dopo le ore 21.00, di vie o piazze dove possono crearsi assembramenti. Nelle nostre Città si potranno trovare gli equilibri giusti senza che un decreto sancisca vita o morte di strade, piazze e delle imprese che ci lavorano, ma si tratta di aver scaricato sui sindaci gigantesche responsabilità e con loro dovremo lavorare fianco a fianco per trovare soluzioni equilibrate.

– La questione ristorazione è stata risolta consentendola con qualche limitazione fino alle 24:00 con consumo al tavolo, e con un massimo di sei persone per tavolo consentendo l’asporto fino alle ore 24:00 oltre alla consegna a domicilio”.

Confesercenti ha insistito molto perchè si responsabilizzassero tutti gli attori coinvolti, perché siamo in una fase di convivenza con questa pandemia e un altro lockdown generalizzato o chiusure forzate sarebbero state una bomba economica e sociale che non possiamo permetterci.

“Aver evitato coprifuoco o lockdown è un risultato certamente positivo – prosegue Confesercenti -, ma i nuovi provvedimenti restrittivi stabiliti dal DPCM, non mancheranno di avere effetti negativi sull’attività di diverse categorie di imprese, già gravemente provate dalla crisi, per le quali dovrà essere disposto un sostegno immediato, senza interventi a pioggia, ma riservandolo a chi è realmente in difficoltà e valutando attentamente i criteri di selezione”.

“Adesso dovremo essere capaci tutti, sia gli operatori economici, sia ogni singolo cittadino, di creare le condizioni per non peggiorare la situazione attuale. Molto dipende da ognuno di noi”.