Sono in tanti, in questi giorni, a rivolgersi agli uffici dell’Anva (sindacato ambulanti aderenti a Confesercenti) per conoscere le novità riguardanti il commercio su area pubblica. Laddove infatti nei vari decreti governativi si è spesso fatto un riferimento preciso alle varie categorie commerciali, quella degli operatori dei mercati sembra essere stata dimenticata, lasciando nella più totale incertezza i circa mille operatori che operano nel nostro territorio provinciale (Pistoia, da questo punto di vista, è una delle province più “popolose”).

Ancora non si sa, infatti, quando potranno riaprire i mercati non alimentari (si parla del 18 maggio, assieme al commercio al dettaglio, ma non ci sono conferme ufficiali) e gli ambulanti continuano a non avere alcun reddito, oltre a non aver ricevuto (tanti di loro) il bonus di marzo. Per i mercati alimentari è stata trovata, in provincia di Pistoia, la massima disponibilità da parte dei vari sindaci, che si sono detti anche disposti a confrontarsi sulla completa riapertura delle aree mercatali, ma ovviamente attendono prima indicazioni da parte del governo. Nel frattempo, comunque, questa settimana inizieranno in provincia di Pistoia i confronti con le amministrazioni comunali per valutare le modalità di apertura dei mercati.

E proprio nei confronti del governo e delle istituzioni locali si alza forte il grido di aiuto da parte della categoria: pagamenti dei bonus più celeri e più sostanziosi, speciali finanziamenti a fondo perduto, azzeramento dei tributi locali e rinvio delle rate da pagare.

Tutto questo per accompagnare la categoria nella fase di ripartenza. D’altra parte gli operatori hanno già dimostrato un grande senso di responsabilità e di essere quindi pronti a tornare dietro ai loro banchi nel rispetto di tutte le normative anti-contagio già messe in atto nei mercati alimentari: dispositivi sanitari e igienizzanti, distanziamento sociale, speciale cartellonistica, divieto di assembramenti. Ma certo il commercio all’area aperta non può prevedere recinzioni modello ‘lager’, che rischiano di svuotare i mercati e imposizioni di obblighi troppo onerosi.

Eventuali aggravi rappresenterebbero un duro colpo per gli operatori di un comparto che, purtroppo, era economicamente debole anche prima dell’emergenza sanitaria e che è stato messo ancor di più alla prova dal lockdown. Il combinato di fatturato perso, regole stringenti e spese per la sicurezza metterebbe a rischio la sopravvivenza di più del 30% delle imprese al momento attive.

E Anva fa sue anche le preoccupazioni dei fieristi – anch’essi molto numerosi nel nostro territorio, soprattutto in Valdinievole – ed è pronta a lavorare insieme per “salvare” almeno alcuni appuntamenti per questa stagione Primavera-Estate.

In definitiva, Anva sostiene che non sia più rinviabile una decisione riguardo i tempi di apertura di mercati e fiere: essenziale è che il mercato non sia stravolto nelle sue modalità di esecuzione e si presenti, seppure con tutti gli accorgimenti del caso, non in versione ridotta, ma completa.

Ufficio stampa