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CONFESERCENTI DI PISTOIA
DOCUMENTO ASSEMBLEE CONGRESSUALI 2005

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STRATEGIA E RISULTATI

Il lavoro compiuto dalla Confesercenti provinciale di Pistoia, in questi ultimi quattro anni, è stato notevole. I principali emblematici risultati:

1. L’acquisto della sede provinciale. Si tratta di un evento storico che conferisce a Confesercenti un valore aggiunto. Abbiamo messo le radici. Diamo l'immagine di un'Associazione solida, stabile, identificabile punto di riferimento per le piccole e medie imprese.

2. Si è registrata una costante crescita associativa, pur in anni difficili per il commercio.

3. Si è consolidato il processo di provincializzazione dell’Associazione e si è affermato un gruppo dirigente qualificato su tutto il territorio della provincia.

4. La Confesercenti della Provincia di Pistoia è ormai affermata come associazione d’imprese a tutto tondo, non più soltanto del commercio, del turismo e dei servizi, AUTONOMA, INDIPENDENTE ED APARTITICA (Art. 2 dello Statuto).

COMMERCIO
La strategia dell’Associazione si è caratterizzata nella difesa del commercio tradizionale, tramite l'esercizio del proprio irrinunciabile mestiere. Al tempo stesso, abbiamo avuto il coraggio di puntare all’innovazione. Siamo convinti che uno spirito conservatore ed una visione pessimistica del futuro siano fattori negativi per il commercio, per il turismo, come per qualsiasi attività imprenditoriale ed umana.

Sappiamo bene che occorre cambiare anche come piccola e media impresa per stare sul mercato. Il commercio tradizionale vive una difficile situazione.

In un Paese dove manca una politica per lo sviluppo, le botteghe ed i negozi di vicinato faticano a vivere e la grande distribuzione non fa regali.
I consumi sfrenati non torneranno più.

La stagnazione delle vendite al dettaglio è dovuta sia alla mancanza di danaro di molte famiglie, sia alla differenziazione dei modelli di consumo. In occidente non si ha più paura di morire di fame come negli anni del dopoguerra. Anzi, per molti mangiare poco è una scelta.

La verità profonda è che i consumi restano al palo o arretrano dove è assente il nuovo.

Ecco la questione centrale: la difesa del negozio ancorato alle nostre tradizioni sociali e la programmazione commerciale.

Il commercio storico deve continuare ad esistere nelle città, nei paesi e restare al centro della dinamica commerciale, poiché assolve una stretta interazione con la vita cittadina, per la sua funzione non solo economica ma anche sociale.
O si ha questa consapevolezza, oppure le conseguenze saranno, al di là delle intenzioni, l'impoverimento del commercio tradizionale ed il trasferimento sempre più accentuato della vendita dei beni commerciali nelle aree periferiche dove si colloca la grande distribuzione.

I Centri Commerciali Naturali possono davvero contribuire ad assicurare una prospettiva al commercio tradizionale.

La Confesercenti di Pistoia, per questa ragione, fu tra le prime Associazioni a livello regionale a costituire il CAT (Centro Assistenza Tecnica). Lo scopo era quello di dotarsi di una nuova e qualificata capacità progettuale, attraverso uno strumento tecnico, previsto dalla legge regionale, che si colloca tra le istituzioni e le imprese.
Questa giusta intuizione ha permesso, tramite il CAT, di partecipare con specifici progetti ai bandi regionali che prevedono finanziamenti pubblici al commercio di vicinato. Il riferimento è ai progetti dei CCN, i quali rappresentano l'unica risposta innovativa, moderna, competitiva del commercio tradizionale alla grande distribuzione.

Il Centro Commerciale Naturale, specialmente nelle città d’arte e commerciali, può costituire la grande novità dei negozi di vicinato nel modo di proporre l’offerta, di fare promozione, di fidelizzare la clientela, assai più di quanto possa fare la grande distribuzione con i suoi centri commerciali artificiali.

La stessa Regione, con il nuovo Codice del Commercio, mette in evidenza l’obiettivo di tutelare il pluralismo e l’equilibrio tra le diverse tipologie e strutture distributive, principalmente fra la piccola e grande distribuzione.
Questo principio è una nostra bandiera, frutto di una grande conquista del nostro lavoro, affermato nella ormai ex Legge Bersani e confermato nelle norme di legge della Regione Toscana.

Il problema vero è attuare i principi della programmazione con i piani comunali.

Non è stato sicuramente un modo corretto quello verificatosi da noi, dove la nuova S.V.A.G della pianificazione 2002/2004, di circa 13.500 mq. prevista dalla programmazione regionale, nell’area metropolitana Firenze, Prato, Pistoia, sia finita tutta nella nostra Provincia tra Pistoia Est ed Agliana.

Sappiamo bene che il commercio tradizionale dei centri naturali può essere penalizzato, al tempo stesso, dalla crescita della grande distribuzione ed a seguito di scelte della pubblica amministrazione equidistanti tra piccola e grande distribuzione. Occorre capire, insomma, che è molto più difficile costruire un centro commerciale naturale che un ipermercato.

Nella nostra provincia, con un lavoro lungo e di grande fatica e pazienza, sono in dirittura d'arrivo scelte "rivoluzionarie".

Siamo giunti alla conclusione di un lungo e paziente lavoro, molto faticoso. Si sono realizzate, finalmente, le condizioni per un ragionevole e positivo accordo tra Confesercenti, Confcommercio e Pistoia Card per il CCN di Pistoia.

L’accordo comprende la realizzazione della CARD UNICA PROVINCIALE di Confcommercio e Confesercenti, quale condizione di un’intesa per lo stesso CCN di Pistoia.

L’unità raggiunta per obiettivi innovativi rappresenta una scelta di enorme portata simbolica e concreta.

E' utile ribadire con chiarezza il valore di svolta storica del risultato conseguito, affinché se ne sia tutti consapevoli, soprattutto per l’impegnativa e nuova fase di lavoro che si apre per tutte le imprese interessate e per la nostra Associazione.

A Pistoia, città capoluogo, a Montecatini Terme, Città termale in forte declino anche commerciale, i C.A.T. Confcommercio e Confesercenti hanno presentato, sulla base del bando regionale, progetti unici per la realizzazione dei rispettivi CCN.

Il progetto che abbraccia tutto il centro storico di Pistoia, unica esperienza in Toscana, ha giustamente e necessariamente coinvolto l'esperienza in essere da anni di Pistoia Card.

Il motivo del mancato accordo tra le Associazioni del commercio, trascinatosi per lungo tempo, risiede proprio su questo punto. Confcommercio, forse, considerava l’esperienza di Pistoia Card un impaccio ed un ostacolo, anziché una ricchezza da assorbire nel CCN ed una condizione imprescindibile per costruire un unico consorzio.

Il risultato raggiunto è stato conquistato grazie alla determinazione di Confesercenti e della stessa Pistoia Card.

Confcommercio e Confesercenti, finora sono state fortemente concorrenti, spesso anche conflittuali, caratteristiche che non scompariranno certamente d'incanto domani. Le stesse organizzazioni, nell'interesse delle imprese commerciali, oggi decidono, addirittura, di dare vita ad un'unica Card ai fini della fidelizzazione e promozione del commercio tradizionale di tutta la provincia.

Il salto è davvero notevole; alcuni possono ritenerlo persino eccessivo. Tanto è vero che non esistano esperienze analoghe sul piano regionale. La stessa Regione riconosce l’esperienza di Pistoia, a proposito dei CCN e le relative finalità, un punto di eccellenza nel panorama toscano.

Abbiamo tenacemente voluto questa soluzione unitaria, perché coglie gli interessi generali delle imprese commerciali. La divisione tra le associazioni sarebbe stata una soluzione di ripiego, di polemiche e, perciò, incapace di mettere a frutto tutte le potenzialità di sviluppo del commercio del centro storico di Pistoia e dell'intera provincia.

E' legittimo e giusto, pertanto, chiedere ai commercianti un apprezzamento della nostra strategia e determinazione, della nostra instancabile ricerca tesa all’unità. Auspichiamo che quest'impegno ci sia riconosciuto e, possibilmente, anche premiato dalle imprese.

Ora dobbiamo iniziare a lavorare concretamente per l'attuazione dei progetti dei CCN e della Card unica provinciale.

C'è la necessità di aprire una nuova stagione: quella del fare. L’accordo è un punto di partenza.

Emergono necessità fondamentali:

1. Confermare nella fase di attuazione del CCN di Pistoia una linea unitaria e di piena collaborazione tra Confesercenti, Pistoia Card e Confcommercio. Affermare unità d'intenti e di azione tra Confesercenti e Confcommercio per il CCN di Montecatini Terme e verificare la possibilità di realizzare nuove intese unitarie anche in altre realtà comunali.

2. Procedere rapidamente, in modo concertato, per la costituzione del Consorzio del CCN di Pistoia, partendo dalle imprese immediatamente disponibili, nel rispetto degli equilibri e degli accordi di giugno siglati tra Confcommercio, Confesercenti e Pistoia Card. Su questa base definire i contenuti fondamentali dell’atto costitutivo e dello statuto del Consorzio medesimo. Realizzare azioni congiunte per ulteriori acquisizioni delle adesioni delle imprese interessate al CCN di Pistoia.

3. Definire un piano di lavoro unitario per le adesioni al CCN di Montecatini Terme e alla Card unica provinciale Confcommercio/Confesercenti fuori dal centro storico di Pistoia.

4. Coinvolgimento reale dei nostri associati aderenti al CCN per discutere ed approvare gli aspetti qualificanti dello statuto e le linee programmatiche dei CCN.

I tempi sono stretti ed il lavoro è notevole, non eludibile o rinviabile. Dobbiamo concentrare qui tutte le energie possibili.

Esiste, inoltre, la questione del patto di sviluppo per il commercio del Comune di Pistoia che Confcommercio, Confesercenti e Pistoia Card devono sottoscrivere. Esso contiene l’impegno dell’Amministrazione Comunale di mettere a disposizione 500 mila euro in due anni per il commercio tradizionale. Si tratta di una cifra rilevante. Rimane da definire quanto effettivamente il Comune intende mettere a disposizione per il CCN e per quali finalità. C’è un altro aspetto molto importante presente nel patto che esige chiarezza. Esso si riferisce alla programmazione della media e grande distribuzione. A riguardo, vogliamo conoscere, non a cose fatte, le intenzioni del Comune. Ma attualmente il problema più che dell’assessore competente è della maggioranza politica che, a quanto risulta, è divisa sull’argomento. Fondamentale per noi è che non si assumano scelte senza coinvolgere a priori le Associazioni della piccola e media impresa commerciale.
Poi, non saremo certamente noi a chiedere che si decida presto la previsione di nuovi iper e supermercati, o ampliamenti di quelli esistenti.
Non si tratta di realizzazioni per le quali ci battiamo e che desideriamo vedere realizzare velocemente.

Abbiamo molto presente, infine, un altro problema di grande rilevanza che intendiamo sottolineare con grande forza, proprio in riferimento all’accordo raggiunto, la cui soluzione è molto difficile e complessa. Si tratta dei negozi fuori dal centro storico di Pistoia e nei piccoli Comuni. Le attività commerciali cioè che si trovano a stretto contatto con la grande distribuzione, ma che assolvono ad una importante funzione sociale e di servizio per il quartiere, le frazioni, le zone disagiate.
Queste attività sono a rischio! Occorre veramente pensare ad un'analisi seria ed alla costruzione con i soggetti interessati di concrete proposte innovative. Dall'emporio nelle zone disagiate, alla costruzione di reti tra tipologie commerciali, ad un rapporto convenzionato tra CCN E NEGOZI ORGANIZZATI, collocati fuori dai centri storici, sulla base di specifici progetti. La Confesercenti assume con serietà ed impegno questa grande questione della difesa dei negozi tradizionali fuori dai centri storici.

RAPPORTI CON I COMUNI
Queste grandi novità del mondo economico e associativo costituite da nuove aggregazioni imprenditoriali e dalla ricerca di soluzioni inedite per i negozi di vicinato periferici, riteniamo pongano problemi nuovi alle istituzioni ed alla pubblica amministrazione.

Alla luce di ciò, ci sono decisioni di merito da assumere, quindi, riflettendo su tutte le conseguenze riguardanti i contenuti della programmazione commerciale e non focalizzandosi soltanto su considerazioni economiche e urbanistiche, come se queste discipline non dovessero anch'esse contribuire ad incoraggiare la coesione sociale.

E' assai più importante per il centro storico di Pistoia e per la vita delle attività economiche, ad esempio, cosa si farà nell'area del “Ceppo”, che dove si costruirà il nuovo ospedale. A questo proposito, è da noi apprezzata la volontà espressa dal Comune di promuovere un ampio e approfondito confronto sul riassetto dell'area.

E’ decisivo per il Commercio di Montecatini Terme l’uscita dal disastro compiuto dalla gestione privata delle Terme, possibile soltanto con la ricerca di un rilancio del termalismo, fondato su reali interessi imprenditoriali, nazionali ed internazionali ad investire nel settore.

E', quindi, fondamentale l'orientamento politico delle Amministrazioni locali e se queste esprimeranno effettivamente la volontà di affermare l’equilibrio delle forme distributive e di difendere il commercio tradizionale.

Vorremmo che da parte delle Istituzioni ci fosse più attenzione, più competenza per l’economia e per i fatturati delle imprese.

Diventa decisivo, perciò, l'impegno dei Comuni per una politica ed una prassi di concertazione.

 

Sappiamo che oggi la condizione per competere in economia è avere: più ricerca; collaborazione tra Stato, Regioni, Comuni e imprese; burocrazia e pubblica amministrazione snelle, efficienti e capaci di mettersi al servizio della competitività del sistema economico; flessibilità, incentivi ed assistenza mirati alle piccole e medie imprese. E’ giustissima l’affermazione contenuta nell’ultimo rapporto del Censis, quando sottolinea la necessità di superare lo storico antagonismo italiano tra pubblico e privato, sia per l’economia, sia per il benessere sociale.

Ora, dal punto di vista delle imprese siamo ancora lontani dal traguardo anche nella nostra Toscana. Perciò sosterremo ogni sforzo compiuto in questa direzione.

Condividiamo, ad esempio, le finalità dello Sportello Unico ed apprezziamo l'impegno degli operatori del Suap. L’idea della semplificazione è magnifica, ma per adesso, soprattutto, nel Comune capoluogo permangono seri problemi, per i quali chiediamo un rapido superamento. Nel Comune di Montecatini Terme non è avviato neppure il processo di attuazione.
Nei Comuni più piccoli i risultati sono visibili. Si tratta di realtà, però, dove i tempi di espletamento delle pratiche non erano estenuanti neppure prima dello Sportello Unico. Il giudizio sulla nuova organizzazione, perciò, non può prescindere dalle realtà comunali più consistenti, poiché è qui che c’è la concentrazione delle imprese e, di conseguenza, si misurano i reali effetti pratici della semplificazione.

Confesercenti ribadisce di ritenere fondamentale semplificare e sburocratizzare e, insieme, concertare le azioni per salvaguardare la qualità e favorire lo sviluppo.
La Confesercenti si batte per semplificare la vita delle imprese. Al tempo stesso, l'Associazione sente ancora di più la necessità di mettere la propria professionalità a disposizione di coloro che vogliono dare vita ad una nuova impresa, poiché il mercato attuale non tollera l'improvvisazione e la superficialità.

La semplificazione, in ogni caso, non significa affatto liberalizzazione selvaggia. Occorre fare un salto di qualità sul concetto della concertazione. E’ questo un punto davvero centrale.

Il primo, dal punto di vista tav Manifestiamo scetticismo nella costituzione di tavoli per progetti strategici o nella riscrittura di programmi dei quali nessuno sente l’esigenza. Le Istituzioni sicuramente devono avere precise e prioritarie linea guida, in riferimento allo sviluppo. Di questo c'è assoluta necessità. Esse, nel contempo, riteniamo che dovrebbero chiedere alle imprese quali progetti innovativi intendano realizzare e quali problemi sussistano, nell'intento di contribuire alla loro soluzione, per farli decollare. Siamo convinti che questa sia la strada per una nuova idea della concertazione e per affermare coesione tra imprese, forze sociali e istituzioni Occorre dimostrare coraggio ed apertura, se davvero si vuole favorire la realizzazione d'idee e di progetti privati che si pongano nell'ottica dello sviluppo e del nuovo.


COMMERCIO SU AREE PUB
Il secondo, riguarda il versa

COMMERCIO SU AREE PUBBLICHE

La legislazione del commercio su aree pubbliche negli ultimi 6 - 7 anni ha subito diverse modifiche. In questo ristretto periodo non esiste altra categoria che abbia assistito al susseguirsi di ben quattro nuove leggi che hanno disciplinano la materia.

Nel 1998 si è iniziato con il D.lgs (Bersani) n. 114/98 che ha costituito la riforma del commercio, attraverso la quale è stata data ampia autonomia alle Regioni ed ai Comuni di regolamentare tutto il commercio, compreso quello svolto dagli ambulanti.
La Toscana, grazie anche al contributo dell’ANVA, fu la prima Regione a recepire la “Bersani” e ad emanare la L.R.T. n. 9 del 3 Marzo 1999 sul commercio su aree pubbliche. Contemporaneamente, fu trovato l' accordo con l’ANCI, per l'adozione di un unico “regolamento tipo” da far recepire ai Comuni per uniformare le norme del commercio ambulante.
Successivamente nel 2003 è stata introdotta la legge regionale n. 10 del 4/2/2003 che in rispetto del nuovo "titolo quinto" della Costituzione, revocava la L.R.T. 9/99 e sospendeva in Toscana l'applicazione dello stesso D.lgs 114/98.
Quest' anno, il Consiglio Regionale nella seduta del 1 Febbraio 2005 ha approvato la legge n. 28 che (fatto unico in Italia e ampiamente condiviso dalla nostra Associazione) ha inteso riunire tutte le discipline del commercio in solo "codice del Commercio" nel quale e stato inserita anche tutta la disciplina del commercio su aree pubbliche.
In fase di applicazione, il susseguirsi di queste leggi ha creato notevoli problemi in alcuni Comuni, i quali, non rispettando, i tempi fissati delle nuove disposizioni, sono ancora in forte ritardo, qualcuno addirittura, non ha ancora adeguato i propri regolamenti del commercio sulle aree pubbliche.

L'adozione dal parte della Regione del nuovo "Testo Unico sul Commercio" è
stata una buona scelta, di grande importanza, che apre un processo di semplificazione e snellimento delle norme e delle procedure burocratiche di tutto il commercio.

Nel lungo iter che ha condotto all'adozione della predetta Legge 28/2005 l'ANVA ha sempre partecipato attivamente in tutte le fasi delle trattative a tutela degli interessi della categoria.
La nostra Associazione, anche questa volta, ha confermato il proprio impegno nella concertazione con le Istituzioni, ottenendo anche dei positivi risultati per i contenuti fondamentali inerenti la semplificazione della procedure, la certezza del diritto agli operatori, i principi innovativi per lo sviluppo del comparto.

L’Anva Confesercenti di Pistoia, ha visto negli ultimi anni una forte crescita del proprio numero degli associati.
Tale crescita, è stata possibile anche grazie ad un rafforzamento del gruppo dirigente, mediante il quale si è potuto affrontare con il massimo impegno, le varie problematiche che di volta in volta sono sorte sul territorio provinciale.
Da sottolineare anche le numerose iniziative organizzate nel corso di questi ultimi anni; sono state infatti istituite sia a Pistoia che a Monsummano Terme, manifestazioni fieristiche (in primavera e in autunno) che ad oggi si propongono fra le più importanti offerte dal territorio regionale.
Nel mese di Settembre del 2004, l’Anva ha organizzato il primo “Mercato Europeo in Pistoia”, evento unico nella nostra Provincia, ed al quale hanno partecipato operatori provenienti da tutta Europa. La riuscita della manifestazione, è stata possibile anche grazie al contributo di altri enti, quali: Comune di Pistoia, Provincia di Pistoia, Apt e Cassa di Risparmio di Pistoia e Pescia.
Ciò dimostra quanto sia importante e fattiva la collaborazione con i vari enti presenti sul territorio, ma al tempo stesso anche con le altre associazioni in modo tale da proporre con successo, nuove iniziative e dunque nuove opportunità di lavoro per la categoria.
Per il futuro dobbiamo dare un forte impulso alla categoria per avvicinarla alle nuove esigenze del mercato, attraverso scelte importanti fra le quali:

1) valorizzare l’operatore su area pubblica come soggetto imprenditoriale;
2) confermare e qualificare i mercati nei centri storici ed istituirne alcuni su area privata;
3) Far sì che i mercati settimanali possano divenire parte integrante nella costituzione dei Centri Commerciali Naturali;
4) investimenti per la promozione dei mercati;
5) utilizzare i più moderni strumenti di riscossione (POS);
6) costruire banche dati sulle esigenze e le abitudini dei consumatori per meglio indirizzare il prodotto in vendita;
7) studiare alternative agli attuali orari di vendita dei mercati per adattarli alle esigenze dei clienti;
8) verificare se le nuove abitudini dei consumatori dei mercati più importanti rendono opportuno effettuare un mercato per l’intera giornata una volta al mese;
9) creare le condizioni per accedere ai finanziamenti che saranno previsti dalla nuova legge regionale per migliorare e potenziare i mercati della Toscana.

Queste ed altre iniziative, se adeguatamente studiate e proposte, possono dare una nuova immagine all’ANVA e proporsi come “riferimento fondamentale” per il commercio su aree pubbliche a tutela degli interessi degli operatori.

TURISMO: CONSIDERAZIONI GENERALI.
La consapevolezza di considerare il turismo settore strategico per la crescita di Confesercenti, deve diventare un'effettiva realtà del nostro modo di operare. Questo sia per il valore specifico del turismo, in termini quantitativi e qualitativi della domanda e dell’offerta, sia per lo stretto rapporto con il commercio stesso, il cui rilancio passa, soprattutto, per le piccole e medie imprese e per tanta parte della Toscana, dalla capacità di considerare sinergici i due settori. Il turismo, del resto, se è considerato settore fondamentale per la nostra economia, è logica conseguenza considerarlo alla stessa stregua per l’Associazione. In Toscana, perciò anche in tutta la provincia di Pistoia, il commercio deve essere considerato quale attività riservata ai residenti ed ai turisti.

Siamo consapevoli che nel settore turistico da tempo si vivono inevitabilmente le problematiche di una situazione internazionale sempre più complessa. La crisi si fonda sia sui problemi derivanti dall’irrequieta situazione mondiale e dal terrorismo, sia sulla fase di prolungata stagnazione che sta affliggendo l’economica nazionale ed europea.

Nel turismo interagiscono soggetti privati (agenzia, alberghi, trasporti, ristoranti, ecc.) e soggetti pubblici estremamente dipendenti gli uni dagli altri nelle loro scelte strategiche. Di conseguenza è necessario integrare le azioni degli operatori privati all’interno di un’azione più vasta svolta dall’organizzazione pubblica per valorizzare il territorio. Si può parlare di marketing turistico integrato in cui concorrono iniziative portate avanti da operatori privati e pubblici, seguendo gli stessi criteri generali, in forma coordinata per raggiungere obiettivi comuni.

Tutti, quindi, devono qualificare l'offerta per la clientela acquisita, nuova e segmentata, qual è quella turistica, comprese le piccole imprese turistiche. E' indubbio che l'obiettivo di fondo da realizzare sia quello della qualità.

Bisogna, però, verificare attentamente gli obiettivi e la loro realizzabilità, affinché la suddetta linea non si esaurisca in un'impostazione esclusivamente teorica.

IL TURISMO A PISTOIA

La domanda che ci siamo posti è: le Istituzioni pistoiesi, considerano il turismo un settore importante per l’economia e lo sviluppo? Se la risposta è positiva, allora si pone la domanda conseguente: cosa dobbiamo fare concretamente per mettere in atto tale scelta?


A quest’ultimo riguardo, la decisione da assumere esige la consapevolezza di dover compiere un salto di qualità. Il turismo a Pistoia può crescere a condizione di offrire risposte reali alla domanda in termini di servizi e di strumenti. Non è pensabile lavorare nel turismo senza essere in grado di offrire adeguati servizi. E’ necessario investire per il settore. La discussione va affrontata su come e su cosa investire.

 

Confesercenti ritiene che la Città capoluogo possieda grandi potenzialità completamente inespresse. Pistoia città d’arte non è inferiore a città maggiormente valorizzate come, ad esempio Lucca. Pochi sanno che la Cupola della Chiesa di Via della Madonna è la terza, per dimensione, dopo quelle di San Pietro a Roma e Santa Maria del Fiore a Firenze. Siamo di fronte ad un’assoluta mancanza di politiche che mirino alla realizzazione di servizi essenziali per il turismo (ristorazione, bar, accoglienza, quantità e qualità dei servizi, politica e materiale promozionale). Lo sviluppo del turismo risulta essere essenziale anche per i pubblici esercizi, il commercio e l’occupazione in generale. In sostanza il patrimonio culturale di Pistoia può essere “venduto” secondo logiche organiche ed accorte politiche, purché ci si attrezzi e si ritenga il turismo un risorsa fondamentale per lo sviluppo.
E’ la stessa cultura imprenditoriale ed istituzionale della Città capoluogo che deve subire una svolta profonda.

MONTAGNA PISTOIESE
E’ necessaria una nuova strategia di sviluppo, di valorizzazione e di riconversione. La domanda è cambiata nel tempo. Perciò risulta fondamentale diversificare il turismo “bianco” ormai ben collaudato, da forme ancora inespresse: turismo enogastronomico, sportivo, valorizzazione e promozione dei prodotti tipici, ambiente. Ma è soprattutto il turismo “verde” - che ha permesso ad una realtà di piccole dimensioni come Lamporecchio di avviarsi alle 200 mila presenze annue - che potrebbe costituire una nuova prospettiva economica per la Montagna. Ciò esige la capacità delle Istituzioni locali e imprenditoriale di sviluppare un’accurata rete turistica fatta di percorsi, agriturismo, campeggi, servizi. E’ urgente, dunque, mettere mano ad un vero e proprio progetto operativo.

MONTECATINI TERME
Parlare d Montecatini significa parlare delle Terme, anche se è necessario sottolineare che il turismo nelle città termali non è dato esclusivamente dai curisti (che oltretutto a Montecatini purtroppo vanno, con il passare del tempo, scomparendo), ma accoglie una più ampia mole di viaggiatori: dal turismo congressuale, al turismo scolastico, da quello del mero soggiorno a quella della scoperta delle città minori italiane.
A proposito delle Terme di Montecatini, tutti hanno ormai preso atto che le cose sono andate ancora peggio di quanto, tempestivamente e con forza, Confesercenti aveva denunciato. Bisogna con coraggio e pazienza ripartire dal fallimento compiuto. Le condizioni per un nuovo sviluppo termale passano attraverso la riqualificazione dell’idea e dell’immaginario termale. E’ sicuramente necessario riqualificare ed adeguare l’offerta termale alla domanda del turismo della salute, con le necessarie infrastrutture, tecnologie di base e nuovi servizi (capacità terapeutiche delle acque, piscine termali, benessere). Tutto ciò ha bisogno di consistenti investimenti che possono essere assicurati soltanto da consistenti gruppi industriali, i quali vanno incoraggiati ed incentivati ad investire nella città termale.
Montecatini necessita, come più volte ribadito da Confesercenti, anche di altre ristrutturazioni che non riguardano esclusivamente le Terme, al fine di creare nuovi spazi e un’immagine della città gradevole, ospitale e confortevole per il turista. In particolare: la salvaguardia e la valorizzazione del Parco Termale, l’arredo urbano, realizzando un centro urbano a misura d’uomo con un’alta qualità architettonica, il recupero del Gambrinus, un funzionale piano del traffico, l’opposto di quanto attuato finora, un compatibile piano di accesso degli autobus collegato al piano parcheggi ed a quello per le soste. Tutto ciò sarà possibile con una politica di vera concertazione con le categorie economiche.


VALDINIEVOLE
La provincia di Pistoia è ricca di percorsi e attrattive turistiche che interessano gli amanti dell’ambiente e delle passeggiate immerse nel verde o il semplice turista che vuole visitare le nostre città e assaggiare i nostri prodotti. Se parliamo di Pescia la prima cosa che viene in mente è Pinocchio. Sulle colline di Pescia troviamo molti paesi ricchi di attrattive e tradizioni. La Valdinievole è nota per essere sede di una zona umida riconosciuta a livello europeo per il suo valore ambientale il “Padule di Fucecchio” che potrebbe costituire fonte di attrazione per tutti coloro che sono interessati alla natura e agli animali. Il Montalbano, dove s’incontrano paesi e borghi storici come Monsummano Terme, Monsummano Alto, Larciano, Lamporecchio, Vinci, offre, natura, storia, terme, produzioni tipiche. Promovendo la nostra provincia sarebbe opportuno sottolineare anche queste bellezze che spesso rimangono in secondo piano, ma che costituiscono una fetta importante del turismo in Italia e della nostra provincia. I centri minori, infatti, stanno diventando sempre più importanti e attraggono la curiosità di molti turisti. E’ necessaria una collaborazione tra le varie istituzioni locali per creare le basi per un flusso turistico in queste zone.

AGRITURISMO & TURISMO VERDE E RURALE

E' indispensabile e giusto applicare con rigore le norme che distinguono nettamente gli esercizi agrituristici veri e propri dalle attività di ristorazione dei pubblici esercizi e anche da tutte quelle attività ricettive (alberghi, case e appartamenti vacanze, affittacamere) che si effettuano in "ambiente rurale". Questo al fine di favorire il processo di chiarimento del ruolo delle varie tipologie dell'offerta turistica e di stimolare l'uscita dal "sommerso" di numerose strutture non autorizzate, ma presenti sulle guide turistiche, sui siti-internet e, spesso, anche in alcune banche dati "ufficiali". Non è sicuramente positivo per la qualità offerta toscana far esplodere tensioni, sempre più evidenti, tra mondo turistico-alberghiero, dei pubblici esercizi e quello agrituristico.

BORSA TURISMO SPORTIVO
Il ruolo della BTS, che si tiene a Montecatini Terme, è molto importante per le sue finalità e le relative ricadute sulle strutture turistiche e commerciali, E' inaccettabile che la gestione di tale "Borsa", finanziata da ingenti risorse pubbliche, continui ad essere appannaggio esclusivo di private associazioni, nonostante le ripetute richieste di apertura a tutti i soggetti interessati. La Confesercenti chiede che la Regione e le Istituzioni locali finalmente esprimamo con chiarezza la loro posizione in merito alla richiesta di un nuovo, democratico ed efficiente assetto della BTS.


IL TURISMO CONGRESSUALE
Il turismo congressuale potrebbe davvero rappresentare, soprattutto in questo particolare momento di crisi, un’importante risorsa per Montecatini. I molteplici tentativi compiuti finora di dare vita ad un funzionante Convention Bureau, purtroppo, non hanno avuto esito positivo. Attualmente l’attività del CB è bloccata. La linea sostenuta da Confesercenti - presente nel CB tramite T.T.& C. - è quella di aumentare il capitale sociale da parte dei soggetti pubblici, di gestire direttamente le sale congressuali esistenti ed in costruzione, di dotarsi di una propria agenzia per promuovere, vendere e gestire dall’inizio alla fine gli eventi congressuali. Questa strategia, allo scopo di affermare sul mercato il Consorzio del turismo congressuale, peraltro largamente condivisa, ha subito dei ritardi difficilmente giustificabili. Confesercenti, se dovesse perdurare l’attuale immobilismo, non potrebbe che prenderne atto ed uscire dal Convention Bureau.

LE ISTITUZIONI PUBBLICHE E GLI STRUMENTI OPERATIVI
E’ urgente elevare la qualità del rapporto tra enti locali e privati chiarendo i rispettivi compiti. Il ruolo del pubblico è quello di creare le premesse per uno sviluppo turistico sostenibile ben organizzato, gestendo la qualità dell'ambiente, la promozione, l'informazione e l'accoglienza. Il privato deve invece essere un moderno imprenditore, interpretando le esigenze del cliente, trasformando gli input ricevuti in servizi e in qualità del servizio. In questa ottica "fare sistema" significa, pertanto, favorire l'aggregazione fra le imprese (in particolare fra consorzi), creare un rapporto permanente fra operatori pubblici e privati, favorire la comunicazione tra operatori e progetti di sviluppo intersettoriali.

Il ruolo delle Associazioni di categoria diventa, pertanto, essenziale. Il loro compito è: garantire la partecipazione delle imprese alla definizione delle politiche di sviluppo; essere effettivamente un momento di sintesi dei vari settori; mettere a disposizione degli imprenditori servizi efficienti ed utili. Questa funzione deve essere ben chiara anche alle Istituzioni. Il pericolo, altrimenti, è quello d'individuare soggetti che rappresentano singoli aspetti della realtà, portatori di visioni parziali, contraddittorie nei confronti del turismo del nostro territorio, molto spesso caratterizzate da un esasperato corporativismo. Assoturismo Confesercenti ha definito il suo obiettivo strategico: la piccola e media impresa deve avere lo spazio che le spetta perché è una componente essenziale del sistema turistico, poiché essa non costituisce la parte arretrata dell'offerta, ma è il cuore dell'ospitalità turistica toscana. Siamo consapevoli che tale asserzione non si tradurrà automaticamente in realtà.


Emerge l’assoluta necessità di consolidare il gruppo dirigente e la struttura organizzativa di Assoturismo-Confesercenti, allo scopo di disporre di responsabilità politico-sindacale e strutture tecniche, in grado di elaborare e realizzare gli obiettivi programmatici, tali da consentire la stessa crescita dell’Associazione.


Questo significa stabilire un rapporto costante tra struttura tecnica e responsabili delle singole Associazioni (Asshotel, Assoviaggi, Assocamping, Fiepet). Assoturismo/Confesercenti provinciale di Pistoia, nonostante la presenza storica di associazioni di albergatori, oggi rappresenta complessivamente nell'Assoturismo 315 associati e precisamente 30 in Asshotel, 10 in Assoviaggi, 5 in Assocamping, 270 in Fiepet. E' dunque necessario qualificare la nostra capacità di rappresentanza per:

  • fornire adeguata assistenza nel rapporto con la Regione Toscana, la Provincia, i Comuni, le Asl, i VV.FF. in merito alle leggi (nuovo testo unico delle leggi regionali in materia di turismo - Legge 17 gennaio 2005. n. 14 -) ed alle norme che regolano i vari settori;
  • attuare comunicazioni sintetiche e periodiche;
  • mettere effettivamente a disposizione la professionalità progettuale, come quella di elevata qualità del Centro Studi Turistici.


TOSCANA TURISMO & CONGRESSI (TT&C)
Toscana Turismo & Congressi è un consorzio composto da imprese turistiche e congressuali, società di servizi e aziende specializzate nella produzione di prodotti tipici del nostro territorio che si sono unite con la volontà di promuovere servizi turistici e congressuali nell’area pistoiese.
Il consorzio, nato nel 2001, è riuscito, nei tre anni che sono trascorsi, ha dotarsi di tutti gli strumenti necessari alla promozione e utili per partecipare alle varie fiere di settore (BETA – Cecina; BIT – Milano; workshop a Londra per il settore congressuale; workshop in Ungheria; ecc.).
Nel 2002 è stato realizzato il primo depliant pubblicitario del consorzio che nel 2003 è stato sostituito dal nuovo catalogo, formato da ventisei pagine, in cui troviamo la descrizione di Montecatini Terme, Pistoia, di tutto il territorio provinciale e la descrizione con foto di ogni socio. Il catalogo, in inglese e italiano, è stato realizzato grazie anche al contributo della Camera di Commercio di Pistoia e alle sponsorizzazioni della Cassa di Risparmio di Pistoia e Pescia e dell’aeroporto di Firenze.
Nel 2004, infine, abbiamo realizzato il sito internet del consorzio (www.turismocongressi.it) che riprende le linee seguite per il catalogo, in cui ogni socio ha la possibilità di entrare per modificare la propria pagina e inserire pacchetti e offerte.


Toscana Turismo & Congressi fa parte anche della compagine sociale di Montecatini Congressi e da un anno è entrata a far parte di Pistoia Promuove (consorzio della Camera di Commercio di Pistoia per la gestione delle manifestazioni).

Il bilancio della società è cresciuto costantemente ogni anno; basti pensare che le spese di funzionamento dovute da parte dei soci dal 2001 ad oggi sono diminuite di circa € 300,00.

E' attualmente in progettazione la realizzazione di un punto d’informazione turistica, vendita di prodotti tipici e promozione del nostro territorio che il consorzio gestirà con la collaborazione dei propri soci. L'obiettivo è creare un punto di riferimento per i turisti che desiderano conoscere, degustare ed acquistare le produzioni tipiche della nostra provincia, avere informazioni sulle aziende da visitare e sulle bellezze che il nostro territorio può offrire. I servizi offerti saranno molteplici. In tal modo, si renderà possibile dare valore aggiunto alla realtà provinciale e alle aziende che desiderano farsi conoscere e vorranno esporre e vendere i loro prodotti.

Toscana Turismo & Congressi è anche la società individuata dal sistema Confesercenti per l'eventuale presenza degli imprenditori locali nella gestione delle Terme di Montecatini, qualora l'operazione sia fattibile, credibile e trasparente.

Toscana Turismo & Congressi ha, altresì, proposto specificatamente all’Amministrazione Provinciale l'organizzazione di un grande evento culturale a Montecatini Terme, di livello internazionale, ripetibile e caratterizzante, in grado di portare nella città migliaia di presenze. Quest'idea, pur condivisa nelle finalità, finora non è stata possibile realizzarla, soprattutto per pigrizia e per presunti impacci burocratici. Ciò dimostra che più che la costituzione di numerosi tavoli e l’inutile produzione d’innumerevoli documenti, occorra da parte delle Istituzioni una maggiore volontà di contribuire a realizzare qualche fatto importante e concreto per l'economia provinciale.

Possiamo, quindi, affermare che in questi tre anni Toscana Turismo & Congressi è riuscita a ritagliarsi un ruolo nel settore turismo, partecipando a vari tavoli di concertazione con altre associazioni, organizzando manifestazioni, e attivandosi per promuovere al meglio le proprie strutture, grazie a mailing mirate e pacchetti creati in collaborazione con i soci.

C.A.T. (Centro Assistenza Tecnica) INNOVAZIONE SVILUPPO IMPRESE, avente un capitale sociale di 15.000 Euro, previsto dalla "Bersani", dalle norme regionali, riconosciuto con specifico decreto della Regione Toscana.
Si tratta di una scelta strategica a sostegno delle imprese. Non abbiamo costituito il C.A.T. per una ragione di prestigio o d'emulazione.

Efficienza, modernizzazione, sviluppo della rete distributiva. Sono queste le finalità dei CAT. Uno strumento di collegamento per la progettazione del territorio e di orientamento alle p.m.i. Le Pubbliche Amministrazioni si avvalgono sempre più dei centri medesimi, allo scopo di facilitare il rapporto con le imprese utenti.

Il Centro di Assistenza Tecnica della Confesercenti di Pistoia nato, secondo le procedure previste dalla legislazione della Regione Toscana, si è posizionato sui servizi più innovativi a favore delle imprese. La società con un mix di capacità tecniche-politiche, è in grado di rafforzare in maniera professionale la presenza sul territorio, instaurando verso le imprese associate e non un senso di “appartenenza-sicurezza”, un senso di “essere sempre vicino a loro”.

Il nostro scopo è generare ‘politiche attive’ verso le imprese, con l’innovazione e i progetti. Cerchiamo di essere veri e propri ‘animatori d’imprese’.

Nelle opportune sedi sosteniamo l’innovazione del settore attraverso il protagonismo delle piccole imprese, per mantenere il servizio di vicinato indispensabile per tutti i consumatori. Pensiamo ad un modello alternativo alla grande distribuzione, integrato nei centri urbani, che sappia metter in sinergia negozi, pubblici esercizi, mercati rionali, artigiani ed ogni altra attività di servizi. Stiamo parlando dei Centri Commerciali Naturali, vie, piazze, zone, da coinvolgere, con servizi comuni, messi in rete telematica, con l’uso di una fidelity card, con sconti e promozioni ed iniziative di animazione, come un’unica impresa in grado di offrire servizi e qualità.

Citiamo alcuni progetti in fase di svolgimento:

“Pistoia un centro da vivere” per il Centro Commerciale Naturale di Pistoia.

‘Montecatini in Vetrina’ per il Centro Commerciale Naturale di Montecatini Terme.

‘Per negozi e Botteghe’ per il Centro Commerciale Naturale nel centro urbano di Agliana.

‘Le botteghe di paese’ per una rete di empori polifunzionali nelle frazioni collinari dei Comuni di Lamporecchio, Larciano e Monsummano Terme.

Si tratta di esercizi ubicati in territori con popolazione ridotta, che svolgano sia attività di vendita, sia di offerta di servizi vari per la collettività locale.

Gli Empori funzionali rappresentano una risposta al fenomeno di rarefazione del sistema commerciale e dei servizi di pubblica utilità avvenuto nelle frazioni collinari e montane della nostra regione.

‘Le vetrine dell’accoglienza nel territorio di Pescia’ per una rete commerciale di tipicità e qualità a Pescia, una valorizzazione delle tradizioni produttive e culturali dell’area, essendo rivolto alla costituzione di una “rete commerciale di tipicità e qualità”. Un territorio che si caratterizza fortemente per tre peculiarità, famose in tutto il mondo, che sono: le bellezza della Montagna Pesciatina con i suoi prodotti tipici, la fama di Collodi e di Pinocchio, il Mercato dei fiori e tutto quello che riguarda la produzione vivaistica e florovivaistica.

'La Via dell'Ospitalità e del Commercio’ per una rete di piccoli Centri Commerciali Naturali nei Centri Urbani di Monsummano Terme, Larciano e Lamporecchio’. Promuove forme di collaborazione fra imprese commerciali, imprese turistiche (ricettive e della ristorazione), istituzioni locali, associazioni di categoria, teso alla valorizzazione di una rete commerciale creando quel minimo di organizzazione che consenta di avere un ruolo propositivo sul territorio.

‘Le botteghe della tradizione’ per una rete commerciale di tipicità e qualità a Cutigliano. Una integrazione più intensa con il patrimonio culturale, artistico e naturalistico dell’area montana, ai fini della riscoperta di importanti peculiarità, come quelle relative ai prodotti tipici enogastronomici e dell’artigianato artistico, in sintonia con i protocolli regionali “Vetrina Toscana ” e “Vetrina Toscana a Tavola”.

"Taskform” per azioni integrate a sostegno delle professioni fragili, nasce nell'ambito dell'iniziativa comunitaria Equal. Coordinato dalla provincia di Pistoia, l'obiettivo generale del progetto è quello di promuovere interventi a sostegno d’imprese commerciali e turistiche definite a rischio.

“Eventi e manifestazioni nel Centro Storico Pistoia, Marketing nel Centro Storico di Pistoia”.

E' l'obiettivo che si è posto il Cat attraverso la realizzazione di un vero e proprio calendario di iniziative (più di quaranta, messe a punto insieme alla Pistoia-Card). L'iniziativa unica, per il suo calendario, prevede di vivacizzare la città attraverso l'organizzazione di spettacoli, mostre, attività di informazione e di promozione sociale, attività espositive di prodotti ed eccellenze locali, mercatini tematici e altro.

Possiamo immaginare che il CAT mirerà a coordinare i consorzi dei CCN nati con l’obiettivo di associare più aziende possibili all’interno del consorzio.

Il Cat provinciale di Pistoia sostiene, infine, l’esigenza di un Coordinamento Regionale Confesercenti per le politiche attive da attuare con e attraverso i C.A.T., e per ottimizzare e razionalizzare l’esperienze provinciali dei Cat mettendole in rete.

SINDACATI DI CATEGORIA

Tra i sindacati di categoria è stata buona la crescita per la FIEPeT che si attesta a 270 soci (204). Questo settore è stato più volte attaccato, come pure la Fiesa Ortofrutta e accusato di speculazione sull’aumento dei prezzi, attacchi che abbiamo fronteggiato con articoli mirati pubblicati sulla cronaca locale dei quotidiani e con presenze in TVL e con l’organizzazione della manifestazione con postazione in Piazza della Sala ”La verità sui prezzi”. Inoltre abbiamo seguito con attenzione le fasi del nuovo Codice del Commercio con contributi mirati alla salvaguardia degli interessi della categoria, come pure le varie fasi per l’introduzione del divieto di fumo. Particolare attenzione abbiamo dedicato alla sicurezza alimentare, valore di crescita per la categoria che deve andare ad incrementare quel rapporto di fiducia con il consumatore che solo le piccole attività possono vantare. Il settore ha risentito e risente la crisi economica e del relativo calo dei consumi.
Ottima la crescita dell’Assotabaccai, il sindacato dei tabaccai costituito nel 2001 con 18 associati oggi conta 61 tabaccherie, un settore con una legislazione antiquata con la quale ci si scontra ma in continua evoluzione verso il settore dei giochi e dei servizi. Il motto di Assotabaccai è: ”più servizi e meno fumo”.
Diamo una qualificata assistenza fideiussoria a prezzi competitivi tramite la nostra cooperativa di Brescia ASSOSERVICE, servizi apprezzati dalla categoria. L’Assotabaccai è un sindacato giovane e battagliero che è stato presente spesso sulla stampa locale per difendere la categoria.
Anche il Sil (Sindacato Librai Italiani) costituito nel 2001 conta oggi 27 librai, è sindacato giovane e attivo nei confronti del Provveditorato agli Studi e nei confronti dei Comuni per problemi legati ai libri di testo. Siamo stati presenti sulla stampa contro la Gdo che vende i libri con sconto ma non garantisce nessun servizio di continuità all’utente che è costretto poi a rivolgersi al libraio per risolvere i problemi che la Gdo ha generato.
Come pure il FENAGI (Federazione Nazionale Giornalai) è un sindacato giovane che si attesta oggi a 39 edicole associate (21). Abbiamo fatto diverse assemblee con la presenza del segretario nazionale per trovare soluzioni agli annosi problemi che si riscontrano con la distribuzione.
Siamo stati presenti e abbiamo dato il nostro contributo nella stesura dei piani comunali di localizzazione dei punti vendita di quotidiani e periodici.
La FIESA e il sindacato che ha sofferto di più. Ha attraversato un periodo difficile legato al calo dei consumi e all’economia stagnante. E’ da evidenziare subisce la pressione della crescita della grande distribuzione che con grandi investimenti pubblicitari conquista nuove fette di mercato.Teniamo presente che il settore alimentate è entrato in crisi anche per motivi legati alla sicurezza. Ricordiamo mucca pazza, pollo alla diossina ecc. ecc.; la mucca pazza che ci ha portato, per la prima volta nella storia, ad una grande manifestazione davanti a Montecitorio. E’ da evidenziare anche lo scambio culturale con i macellai tedeschi dal 15 al 18 febbraio 2004. Una delegazione di operatori pistoiesi, guidata dall’Assessore al commercio, è stata ospitata dai macellai tedeschi di REUTLINGEN (citta con106.000 abitanti). Di tale delegazione faceva parte anche il Presidente Nazionale Assomacellai Giampaolo Angelotti. I macellai (industriali) tedeschi erano stati ospitati a Pistoia a luglio 2003. Il settore alimentare è un settore che fatica ad andare avanti e che deve essere ripensato come organizzazione per poter far fronte ai nuovi scenari che il mercato globale impone. E’ da evidenziare l’attività promozionale congiunta Fiesa e Fiepet che abbiamo organizzato con “Prezzo Amico”. La Fiesa conta oggi 181 soci (150).
Anche la FISMO non naviga nell’oro; Il settore risente della crisi economica che si protrae ormai da diversi anni. Le stagioni sono fiacche, poi si spera nei saldi che spesso sono stati una delusione.
In questo settore ci siamo impegnati per risolvere il problema rappresentato dai resti di magazzino che vengono valutati sempre a prezzo di fattura, creando dei valori di magazzino virtuali, mentre si sa bene che il prodotto moda è legato al valore temporale. Abbiamo distribuito 1500 cartoline nel settore moda da rispedire a Tremonti. L’iniziativa di livello nazionale ha avuto apprezzamento tra i commercianti che risentono della pesantezza del problema. Ci siamo impegnati sulle attività legate ai saldi per la promozione in collaborazione con la CC.I.AA.
La FIARC in questi anni ha rafforzato il gruppo dirigente provinciale, anche a seguito dell’aumento del numero degli associati, in un momento molto complesso e difficile per la categoria, considerato l’andamento e le innovazioni del mercato. Fiarc è consapevole della necessità di un grande impegno sindacale, di formazione e innovazione a difesa del ruolo e del lavoro dei propri associati. Per questa fondamentale ragione Fiarc è stata molto attiva, a tutti i livelli, nel rinnovo degli accordi di categoria e così continuerà ad essere.
Anche l’ANAMA (Associazione Nazionale Mediatori d’Affari) è un sindacato giovane, oggi conta 27 agenzie. Siamo presenti in CCIAA nella Commissione per la tenuta del Ruolo degli Agenti d’Affari in Mediazione e facciamo parte anche della Borsa Toscana del Mercato Immobiliare FI-PO-PT. Ci siamo impegnati contro l’abusivismo nel settore denunciando alcune attività abusive. Abbiamo organizzato un convegno:” La casa nel Mercato Immobiliare Pistoiese”.
L’Assofioristi è un sindacato che conta 21 soci che ha cercato di elevare la professionalità della categoria con i diversi corsi per fioristi.. Siamo stati presenti alla XXVII Biennale del Fiore con dimostrazione dei Maestri fioristi sull’arte di comporre i fiori. Si sta lavorando per la costituzione del coordinamento regionale.
Ai sindacati più piccoli Unerbe, Fiog, Fio, Fismed, Anvi, Assoartisti, Assonet, Fenap, Aiva, Federpubblicità ed altri garantiamo un’adeguata informazione sull’evoluzione della normativa dei relativi settori e capacità di proposta, al fine di essere sempre più organizzati e per la crescita delle adesioni.
Assoartisti e Assonet sono i settori che ci devono vedere impegnati per la costituzione ed il rafforzamento organizzativo.
Un ragionamento particolare riguarda FAIB. Nel periodo che ci separa dalla precedente assemblea elettiva, nel settore della distribuzione carburante sono avvenute molte cose positive, ma molte anche negative. Questa realtà ha avuto e deve, purtroppo, sopportare il peso della crisi economica in atto nel Paese, dovuta in parte al continuo aumento dei prezzi ed una consistente contrazione dei consumi. Le responsabilità maggiori sono, soprattutto, del Governo, per il sempre più elevato carico fiscale delle accise sui carburanti che si trasferiscono sul prezzo finale. Di vitale importanza per la categoria sono i provvedimenti inerenti la rete distributiva, in particolare la L. 19/2004 della Regione Toscana, alla cui definizione importante è stato il contributo di FAIB. A livello provinciale, i contatti con i Comuni hanno consentito l’attuazione quasi totale delle norme regionali, in riferimento ai turni festivi, orari e ristrutturazione della rete. Il Sindacato, a livello della nostra provincia, si è notevolmente rafforzato, non soltanto in termini di associati, ma anche come riferimento continuo e costante per l’intera categoria. A ciò ha contribuito anche la figura del Presidente provinciale e regionale, membro della Giunta Nazionale FAIB, Andrea Stefanelli.

Importante per tutti i sindacati è il rapporto con i vari Enti interessati alla promozione dell’economia, ma dobbiamo fare i conti anche il consumatore che è cambiato, con il mercato che è cambiato e la microimpresa non ha avuto la forza per adeguarsi ai nuovi scenari. Va ripensata una nuova organizzazione per competere meglio.

AREA DELLE POLITICHE SOCIALI

Si rende necessario aprire un franco ed approfondito dibattito sulle problematiche che dobbiamo affrontare per la costruzione, anche nella Confesercenti di Pistoia, dell’Area delle Politiche Sociali.
Le trasformazioni nel mondo del lavoro e dei modi di produzione, la crescita della disparità sociale con il conseguente aumento della povertà, l’invecchiamento della popolazione, il progressivo deterioramento della previdenza pubblica, i sempre più ridotti interventi di politica sociale verso la famiglia, l’aumento della popolazione immigrata con la mancanza di interventi adeguati; sono, solo per fare alcuni esempi, tutti fenomeni gravidi di conseguenze sul piano della qualità della vita e su quello della coesione sociale.
Questo nuovo e drammatico scenario chiama nuove sfide e pone interrogativi e questioni di urgente ed estrema gravità. Fino a che punto può essere tollerabile e tollerata la flessibilità sempre più richiesta dalle imprese ai soggetti al lavoro? Fino a quando reggerà il patto fra generazioni sul piano previdenziale? A quali condizioni si può accettare che venga ridotto il fronte della tutela e della sicurezza del lavoro? Quali interventi sono inderogabili per contrastare la povertà e il peggioramento delle condizioni di vita? La Pubblica Amministrazione ha sempre più difficoltà a far fronte a queste epocali problematiche, da qui l’esigenza, da parte di essa, di mantenere e rafforzare i già stretti rapporti di collaborazione con gli enti di patronato, con i centri fiscali e quelli di formazione.
La Confesercenti nazionale ha capito da tempo l’esigenza di una presenza competente e direi anche originale promuovendo il dipartimento dell’area delle politiche sociali, coinvolgendo il patronato ITACO, il sindacato pensionati FIPAC, il centro di assistenza fiscale (CAAF) ed il centro di formazione CESCOT.
La Confesercenti provinciale ha investito, in particolare nel patronato ottenendo buoni risultati, risorse umane ed economiche condividendo l’importanza politica e sociale che assumerà questo nuovo dipartimento.

Oggi dobbiamo fare, tutti insieme, un ulteriore sforzo per rendere operativa, anche nella nostra realtà territoriale, l’area delle politiche sociali con un progetto che preveda il coinvolgimento dei servizi sopra ricordati.

Sono certo che questa strategia produrrà, per tutta l’organizzazione, risultati sempre più importanti per il nostro futuro.


CREDITO (servizi finanziari)
Abbiamo avuto la conferma della positività dell’azione intrapresa alcuni anni fa con la creazione dell’Agenzia del Credito.
Tale azione ha portato la nostra struttura ad una ricerca attiva, fra le imprese, della potenziale clientela, con un servizio sempre più capillare e vicino all’imprenditore.
Si sono rafforzati i rapporti con gli istituti bancari, con la stipulazione di un numero crescente di convenzioni che hanno esteso l’operatività del nostro Consorzio sia nei confronti delle banche locali e dei crediti cooperativi, sia nei confronti degli istituti a livello nazionale.
La nostra struttura nel settore del credito si è accresciuta sia in senso numerico sia in senso professionale, passando in questi ultimi anni da un addetto iniziale agli otto attuali, fra dipendenti e collaboratori.
Si chiude un anno difficile per l’economia locale, ma i dati confermano la bontà del nostro operato nel settore con una crescita delle aziende finanziate tramite Toscana Comfidi che, nella nostra provincia, supera l’11% rispetto ai dati dello scorso anno.
Questo tradotto in termini numerici, sta a significare oltre 650 richieste di finanziamento da parte delle imprese, che sono andate a buon fine presso gli istituti di credito con la garanzia del nostro consorzio fidi.
Si deve aggiungere che oltre il 25% delle imprese finanziate è stato, dalla nostra struttura, assistito per poter beneficiare di rimborsi a fondo perduto regionali o nazionali, sugli investimenti effettuati.
Abbiamo a tal fine intercesso presso la regione per far sì che fossero stanziati maggiori fondi a sostegno delle imprese della nostra provincia, in relazione alla situazione di determinate zone (vedi per esempio la Valdinievole).

CESCOT - FORMAZIONE -
Negli ultimi anni Cescot ha raggiunto traguardi importanti con l’accreditamento della Regione Toscana e con la certificazione ISO 9001/2000. Al contempo, è stato elevato lo standard qualitativo della formazione erogata sia in termini di processo, sia di prodotto.

Sono stati realizzati con successo progetti finanziati dal FSE a fianco alle tradizionali attività e sono in essere anche nuovi percorsi riconosciuti e privati, rivolti a disoccupati, dipendenti e imprenditori.
Questi i programmi per il futuro:
-riqualificare l’offerta nell’ambito dell’attività riconosciuta e progettare nuovi percorsi, oltre a quelli tradizionali;
-elevare il livello qualitativo di locali e attrezzature per proporsi ad un pubblico pagante e sempre più esigente e al contempo investire in termini di immagine;
-aprire relazioni con l’Università di Firenze nella sede di Pistoia con il nascente corso di laurea in Tecnico dei servizi Turistici;
-stringere rapporti più stretti con la struttura sindacale che faccia da raccolta e filtro delle esigenze delle categorie imprenditoriali;
- aprire un rapporto con i sindacati a fronte dell' avvenuto avvio del sistema dei Fondi interprofessionali, per definire regole semplici, che vadano a favore delle risorse umane impegnate nelle nostre imprese, ai quali è necessario riconoscere il diritto alla formazione permanente;
-realizzare in collaborazione con il mondo delle scuola e le imprese percorsi per l’obbligo formativo e per la formazione degli apprendisti.
Per rendere ancora più efficace la propria attività, il Cescot provinciale, ha bisogno di una struttura regionale rappresentativa e che funga da interfaccia davanti alla Regione curando le esigenze delle sedi territoriali.


La sede regionale dovrebbe mettere a disposizione una serie di professionalità e servizi specialistici, in particolare la progettazione ma anche la docenza, partners del mondo dell’istruzione e del lavoro di rilevanza regionale, con la possibilità di un forte abbattimento dei costi per le sedi territoriali e la disponibilità di risorse altamente qualificate.

Altrettanto importante dovrebbe essere lo sviluppo di progetti interprovinciali dove la progettualità non sia definita a tavolino, ma condivisa con la partecipazione diretta delle sedi provinciali.
In un momento in cui la formazione a livello regionale è burocratizzata, farraginosa e ha debolezze sul piano amministrativo e finanziario, la funzione del regionale, che deve farsene portavoce davanti alla Regione, assume fondamentale importanza visto che ad oggi le agenzie non sono messe in condizioni di sicurezza finanziaria con anticipazioni cadenzate su lunghi periodi fino addirittura a 4/5 anni. Inoltre, all’aumentare delle competenze, è impossibile pensare che le spese amministrative interne, dove sono inclusi i costi di struttura, di personale, legali e assicurativi ricoprano solo il 10% del finanziamento complessivo.

RAPPORTI ISTITUZIONI ED ENTI
Confesercenti intende affermare i rapporti con i Comuni, la Provincia, l'ASL, la Camera di commercio sul piano della correttezza e collaborazione reciproca.
Dobbiamo costatare, invece, risultati non sempre soddisfacenti in merito alle scelte concrete per il rilancio e la valorizzazione del commercio tradizionale, di quello su aree pubbliche e per il settore turistico. A nostro parere, nelle pubbliche amministrazioni, è ancora, in parte, presente la visione errata di non considerare produttive le attività commerciali. Permane una sottovalutazione del ruolo essenziale dei piccoli negozi e dei mercati per la vita delle comunità, per l’occupazione e per la loro importanza ai fini della coesione sociale.
Non è, infatti, vero che nel commercio e nel turismo esistano soltanto posizioni grette, egoiste, incapaci di guardare oltre la “bottega”. Del resto non è stato così nella storia della Toscana che ha creato il Rinascimento, dove i “commercianti” furono protagonisti. I “Medici” infatti, furono anche commercianti.

Confesercenti è impegnata a coniugare etica ed impresa.

Confesercenti è la fonte del sistema e possiede il presupposto di poter coniugare etica ed impresa. Sviluppare l’impresa per essere più etici. Non nascondiamo che lavoriamo per avere un’immagine ed un comportamento che accresca la reputazione e l’accreditamento sociale al fine di qualificare la nostra identità.

Riteniamo, quindi, doveroso impegnarsi ed investire in iniziative di carattere sociale (cultura, ambiente, solidarietà). Fummo i primi nel 2001 a portare a Pistoia, con un qualificante iniziativa, il ruolo di Emergency e l’impegno per una casa famiglia della nostra Provincia.
Anche quest’anno abbiamo sviluppato azioni a favore di Unicef. Siamo presenti nel Premio Letterario “Il Ceppo”.
Nuova per Confesercenti è stata la nostra recente iniziativa sul tema “il futuro dell’energia è tutto rinnovabile”, il cui successo è stato davvero notevole.

Confesercenti considera importante aprire una nuova stagione ed un fecondo rapporto per il futuro tra cultura, solidarietà, comunicazione e mondo delle imprese, tra intellettuali, volontariato ed economia.

CAMERA DI COMMERCIO

Confesercenti ritiene fondamentale il ruolo della CC.I.AA. per l’economia provinciale. A nostro parere, la CC.I.AA. deve porsi veramente al centro delle dinamiche presenti sul territorio, per affermare la necessità di fare sistema, al fine di accrescere la competitività del sistema produttivo pistoiese nell’area metropolitana. La CC.I.AA. deve assolvere, infatti, alla funzione d’interesse generale per il sistema delle imprese e per lo sviluppo del sistema imprenditoriale.

A riguardo deve essere superato, a nostro parere, l'attuale situazione d'isolamento della CC.I.AA nel rapporto con le istituzioni locali che determina conseguenze negative al sistema delle imprese e l'esistenza di sovrapposizioni alle azioni delle stesse associazioni di categoria. E’ perciò doveroso evidenziare l’esigenza di un recupero di capacità della struttura camerale a svolgere una politica di programmazione per l'individuazione delle prioritarie azioni e del coerente uso delle risorse economiche. In quest’ottica si pone la necessità di costruire un nuovo rapporto, tra CC.I.AA. Istituzioni locali, organizzazione imprenditoriali e sindacali, decisivo per la realizzazione delle priorità per lo sviluppo.

In quest’ottica occorre accrescere la capacità della CC.I.AA. di assolvere ad una funzione di confronto e di sintesi con le politiche delle istituzioni per le infrastrutture materiali (collegamenti) ed immateriali (Università, Ricerca, Impresa) e con le categorie economiche, per affermare la funzione di cerniera fra componenti pubbliche e private del sistema locale. Le priorità da affrontare, ormai, sono sostanzialmente conosciute e condivise riguardo ai settori tradizionali, al vivaismo, alla Breda ed il relativo indotto, al terziario (commercio, turismo, turismo congressuale, le terme, i servizi, l’innovazione).




E’ di conseguenza, indispensabile una decisa azione di Marketing territoriale per valorizzare le eccellenze del sistema economico pistoiese. In tale ambito è necessario individuare e programmare due grandi eventi annuali (Pistoia e Valdinievole) che possano elevare la visibilità del sistema produttivo.

Ciò presuppone anche un nuovo rapporto tra mondo delle imprese e del lavoro dipendente, superando la concertazione per l’individuazione delle priorità con piani di fattibilità per la loro concreta realizzazione.

E’ altresì, indispensabile, dopo aver compiuto un’approfondita analisi sulla struttura, puntare ad un’organizzazione camerale efficiente e produttiva nei servizi d’istituto erogati alle imprese.

L’elezione del Presidente Incerpi, al quale auguriamo di cuore buon lavoro, ha chiuso una pagina sicuramente non edificante per le Associazione delle categorie economiche pistoiesi. Abbiamo apprezzato molto le dichiarazioni del Presidente Incerpi tendenti a superare le contrapposizioni verificatesi nel lungo e tortuoso percorso di rinnovo degli organi camerali. L’elezione della Giunta camerale ha però escluso dagli organi della Camera di Commercio Confesercenti. Esclusione questa che non nascondiamo è anche frutto di nostri errori, ma pure della volontà, almeno di alcuni, di fare pagare a Confesercenti il relativo prezzo.
Confesercenti continua a ritenere necessario che nel governo dell’Ente camerale sia affermato il principio della massima rappresentatività del mondo associativo delle imprese. Ciò è giusto perché la CC.I.AA. è luogo di democrazia economica e casa comune delle imprese, affinché si operi con grande ed effettiva unità d’intenti, essendo questo l’interesse dell’economia locale.
Confesercenti, anche in ragione dei 2360 associati al 31.12.2004, chiede al Presidente Incerpi ed alle altre associazioni delle categorie economiche, di considerare attentamente la richiesta di essere presente nelle responsabilità del governo camerale.

IL RUOLO DELL'ASSOCIAZIONE NELL’AMBITO DELLA CONFESERCENTI REGIONALE
La Confesercenti provinciale di Pistoia considera fondamentale il livello regionale dell'Associazione, la cui funzione, riferita al livello istituzionale costituito dalla Regione, è decisiva. E’, a nostro giudizio, meritevole di riflessione il ruolo della Confesercenti regionale nel rapporto con le Associazioni provinciali.
Questa necessità si pone sia in merito al supporto da erogare alle Confesercenti meno strutturate, sia in relazione ai contributi di vera e propria elaborazione strategica, di elevata qualità tecnica, di economie di scala, di consolidamento delle strutture per l’intero sistema associativo regionale.

E' auspicabile, inoltre, una maggiore integrazione delle Associazioni provinciali di Firenze, Prato, Pistoia, Lucca e la Versilia per meglio corrispondere alla qualificazione della presenza Confesercenti nell'area metropolitana e oltre, contribuendo così ad arricchire la stessa elaborazione strategica del livello regionale.

GLI STRUMENTI OPERATIVI DEL SISTEMA CONFESERCENTI

  • Associazione Provinciale: rappresentanza di carattere sindacale e istituzionale.
  • Confesercenti Servizi srl Provinciale: società di servizi tradizionali della struttura – contabilità, modelli dichiarazione unico, tributario, paghe, caf, sub-agenzia Unipol, assistenza alle imprese 626, D.Lgs 155 HACCP.
  • Caf Sicurezza Fiscale Srl – società di servizi nazionale per l’assistenza fiscale ai pensionati e dipendenti - modelli 730 - certificazioni – red – isee - servizi alle famiglie.
  • Innovazione Sviluppo Imprese C.A.T. della Confesercenti di Pistoia s.r.l. -assistenza tecnica alle imprese, innovazione, commerciale, credito con il Consorzio Toscana Confidi.
  • Associazione Provinciale CESCOT: Corsi Formazione Professionale
  • Caaf Impresa Qualita’ srl – certificazione tributaria ed asseverazione – in considerazione delle notevoli turbolenze normative. Non è ancora entrata in vigore la normativa sul CAF relativamente alle imprese. E’ da tenere presente che al 50% con la struttura della Confesercenti di Prato si è provveduto dal 2000 alla costituzione di un Caf Interprovinciale denominato IMPRESA QUALITA’ srl (capitale sociale 50.000 € ) il quale ha ricevuto l’iscrizione e l’Autorizzazione dal Ministero delle Finanze nell’Albo dei Caf Imprese. Stiamo lavorando con un progetto approvato dal CDA onde verificare i nuovi SERVIZI DI QUALITA’ alle imprese con la possibilità delle prime asseverazioni e visti di conformità, pur con le difficoltà del caso visto che l’Amministrazione Finanziaria non fa decollare questo strumento a livello nazionale.

SERVIZI
Oltre ai servizi tradizionali che vanno curati, rafforzati, con elevate professionalità, vi sono i nuovi servizi che si affiancano a questi, per questo abbiamo investito anche in un nuovo lavoro di fidelizzazione dei soci e per l’acquisizione di nuovi con un progetto di ufficio commerciale più allargato, sulla falsariga dell’esperienza dell’agenzia del credito e creando un tavolo strategico organizzativo. Abbiamo in tal modo creato le basi per un ufficio promotori dei servizi .

Nel nostro settore i servizi stanno mutando ad una velocità impressionante. E’ per questo che con la società CP Consulting ed il Prof. Bandettini, a seguito dello studio Lothar, abbiamo realizzato uno studio di applicazione CON IL CORSO FINANZIATO dalla Provincia, il cui inizio è previsto a breve, che permetterà di modellare le esigenze della organizzazione e calarle sul territorio a livello provinciale a seconda del grado di sviluppo dei servizi.

RISORSE UMANE e RIORGANIZZAZIONE DEL SISTEMA
Il primo pilastro di un sistema aziendale è costituito dalle risorse umane.
Oggi si pone l’ineludibile problema di essere competitivi. L’unica cosa che non si può copiare è la testa delle persone.
Se i dipendenti sono capaci e contenti rendono il 100%. Se, invece, fanno quello che sono costretti a fare si regala perlomeno il 50% alla concorrenza. “Quello che poi potenzialmente fare è il mio scopo”: questa deve essere la filosofia che guida il gruppo dirigente del sistema imprenditoriale. Non si può mai smettere d’imparare.
Per il cliente conta la qualità percepita.
Ci sono punti di forza e di debolezza del sistema. Vanno fatti emergere per poi scegliere il percorso dell’azione.
Lo studio Lothar ha individuato i punti di forza e di debolezza del nostro sistema. Adesso dobbiamo individuare l’organizzazione e le procedure per realizzare le finalità.
Quello che ci accingiamo a fare per l’applicazione dello “studio Lothar” non è un corso di formazione. Si tratta di consulenze per un nuova organizzazione aziendale, da costruire ponendosi gli obiettivi da attuare e suscitando la partecipazione attiva dei dirigenti, funzionari e dipendenti.
Le priorità della riorganizzazione:
1. Dimensione del sistema nel suo insieme, visione complessiva e funzionamento in sinergia, tenendo conto delle diverse tipologie di servizi erogati.
2. Efficienza e produttività, come superare i punti di debolezza e relative procedure di controllo.
3. Coinvolgimento del personale, motivazioni ed attaccamento aziendale. Incentivi e loro erogazione.
4. Come superare l’appiattimento esistente, sia economico, sia delle responsabilità. Soddisfazione del socio/cliente: la missione del sistema.
5. Sviluppo e crescita del sistema (soci e servizi). Marketing e vendita del sistema. Promozione dell’immagine.


STRATEGIA DI COMUNICAZIONE ESTERNA

1. Si è dato vita, come sistema regionale e provinciale, a CoMe, inviato mensilmente alle imprese del commercio, del turismo e dei servizi iscritte alla Camera di Commercio.
2. E’ stata realizzata con la Confesercenti di Prato la brochure servizi e idee per il commercio utilizzata per la promozione del sistema Confesercenti.
3. Si è data effettiva visibilità esterna al sito Confesercenti.

Sulla comunicazione c’è ancora molto da fare, poiché è strategica ai fini della credibilità, del consolidamento e della crescita dell’Associazione.


LA CONSISTENZA ASSOCIATIVA E L’ORGANIZZAZIONE DI CONFESERCENTI

Confesercenti Provinciale Iscritti Inps - Anni 1998-2005

Anno 2005 2004 2003 2002 2001 2000 1999 1998
Numero iscritti 1375 1372 1366 1380 1246 1119 964 876
Variazione

(Rispetto all’anno precedente)

+3 +6 -14 +134 +127 +155 +88 +39

Dal 1998 al 2005, appare ben visibile che Confesercenti ha avuto una crescita di soci Inps pari a 499. Il bilancio è sicuramente positivo, anche se esistono problemi derivanti soprattutto da uno sviluppo non uniforme sul territorio e per attività.


Confesercenti Provinciale Iscritti complessivi
(Quote Sociali e Contrin Inps)

Assemblea Provinciale

Pistoia, 14 Aprile 2005

Tesseramento prov. categorie
2.004
Variaz + / -
Anva
374
+9
Anag.confarte
6
0
Ansva
11
0
Aiva
8
0
Assotabaccai
61
+6
Anvi
2
0
Assofioristi
21
+1
Fenagi
39
+9
Fiesa
181
+5
AISAD animali domest.
2
+2
Fio
3
0
Fiog
10
0
Fismed
7
0
Fismo
155
-5
Mesticherie
19
+1
Mobilieri
13
0
Profumerie
14
0
Sil
20
+1
Secom
5
0
Faib
88
+3
Assocamping
5
+1
Asshotel
30
0
Assoviaggi
10
0
Fiepet
270
+9
Assogrossisti
75
-6
Fiarc
191
+2
Anama 26
+4
Assonet
3
+1
Fed.pubblicità
12
0
Fenir
-
 
Assoartisti
2
-1
Unerbe
6
0
Fenap
8
0
 
 
 
Altri
683
-11
Totale
2.360
+31

Fipac
863
+41