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Progetto finanziato dalla Regione per difendere tradizioni, usi e costumi
"La via dell'ospitalità e del commercio" approda in Valdinievole

 

MONSUMMANO. La Toscana è composta da un'infinità di piccole e complesse realtà, urbane e rurali. Ognuno dei comuni ha la sua storia e varie specialità in cui eccelle: cialde e terme, cioccolato e poesia, brigidini, buccellato, panforte, e via dicendo. Ma se un forestiero, nel soggiornare in uno di questi luoghi, non fosse presente alla festa più tradizionale, non assaggiasse il dolce tipico o non visitasse la chiesa più celebre, allora avrebbe perso una parte di storia di quel posto, non potrebbe arrivare a comprendere perfettamente i motivi e le qualità dell'esistenza del paese, la mentalità dei suoi abitanti.

Proprio per evitare di far cadere nel dimenticatoio tradizioni, usi e costumi delle nostre terre, il Centro assistenza tecnica (Cat) della Confesercenti di Pistoia, insieme ad altre associazioni di categoria, nell'autunno 2004 ha dato avvio a un progetto di animazione e promozione territoriale, completamente finanziato dalla Regione, dall'esauriente titolo "La via dell'ospitalità e del commercio". Il lavoro è rivolto a tutte le imprese commerciali, prevalentemente piccole, appartenenti ai Comuni di Lamporecchio, Larciano e Monsummano Terme, che abbiano intenzione di inquadrarsi nella tradizione dei prodotti e delle attività locali.

Si chiede alle aziende che aderiscano all'iniziativa di collaborare tra loro con propositi condivisi, per agevolare in massima misura i cittadini e la città. Le disponibilità richieste sono molte, ma utili, tra le varie elenchiamo l'accordo che i commercianti dovranno stabilire tra loro sugli orari di apertura, in modo da fornire sempre punti di riferimento locale alle persone; oppure la partecipazione ai vari eventi e feste tradizionali, aprendo il proprio negozio, dando informazioni sui prodotti tipici e, per chi volesse, offrire assaggi delle specialità. In questo modo la borgata e il paese rinverdiscono, tornano brulicanti e produttivi, a vantaggio del commercio e della reputazione del luogo. Con la conferenza stampa tenuta ieri a Monsummano si sono resi noti la pubblicazione degli opuscoli verde pistacchio che descrivono nel dettaglio l'iniziativa, i nomi delle 78 attività commerciali che vi hanno aderito e gli eventi popolari coinvolti nel progetto, reperibili nei palazzi comunali e in tutti gli esercizi commerciali coinvolti.

"Questa idea è un contenitore che accetta ancora molte iscrizioni", dice il sindaco di Monsummano, Giuliano Calvetti. Il Cat ha pubblicizzato la sua intenzione in abbondanza ma, se è vero che l'informazione non basta mai, ricordiamo alle aziende che, per aderire gratuitamente al progetto, è sufficiente ritirare il foglio di iscrizione in municipio, o collegarsi al sito www.confesercenti.pistoia.it. Una navicella etrusca stilizzata con un sentiero giallo alle spalle è il simbolo esposto all'entrata dei negozi partecipanti.

Oltre ai prodotti tipici è stata sottolineata la pittoresca e solitaria presenza, nei collinari e male agevoli paesi di Castello, Porciano e San Baronto, di quattro negozietti di storica fondazione che commerciano sigarette e prodotti alimentari, servono caffè e permettono l'uso di telefono, di fax e fotocopie, tutto in una sola struttura, a causa delle ridottissime dimensioni del luogo. Tali empori polifunzionali sono retaggi di tempi lontani e sono le uniche imprese commerciali di queste zone.

Per non perdere la presenza di questi microsistemi lo stesso Cat ha iniziato un tentativo di pubblicizzazione e promozione turistica di tali bazaar con il progetto "Le botteghe di paese". Gli opuscoli, stavolta rossi, sono disponibili nei luoghi sopra indicati.