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OUTLET a Ponte Buggianese
Porciani: «II boom è un ricordo Fenomeno in calo»

 

MONTECATINI — Sul fenomeno outlet esprime perplessità Massimo Porciani, presidente Fismo Confesercenti.
«Condivido le enormi perplessità urbanistiche che una scelta del tipo ipotizzato per Ponte comporta in termini di impatto ambientale e di viabilità e confido che vengano fatte rispettare le vigenti normative che valgono per tutti gli operatori nell'equilibrio che la concorrenza garantisce.
Gli outlet - spiega - sono luoghi dove le grandi aziende, per lo più di abbigliamento, vogliono far credere che esitano le loro rimanenze.
Recentemente ne sono sorti un po' in tutta Italia, l'ultimo è già in edificazione a Barberino di Mugello.
Con la crisi del dettaglio degli ultimi anni e con le sovrapproduzioni che stanno stritolando molte aziende, l'esigenza di smaltire le rimanenze è divenuta prioritaria. Gli outlet, che raggruppano sotto lo stesso tetto un centinaio di quelli chiamati in passato spacci aziendali, ha riscosso un successo di pubblico tale che ha trasformato un mezzo per smaltire le rimanenze e i capi difettosi, in un ulteriore canale distributivo per le aziende, sovrapposto a quelli normali e, sovente, in concorrenza con essi. Il commerciante per quanto organizzato, che ha il medesimo problema rimanenze, non può tuttavia partecipare a questo nuovo sistema distributivo, perché i centri outlet non accolgono quasi mai sotto la loro insegna semplici commercianti (che di fatto sono loro concorrenti). Il fenomeno outlet è cresciuto a tal punto che ormai quasi tutte le aziende mettono a punto una produzione specifica: di fatto, in molti casi, si tratta di falsi con la firma originale. Ma recenti dati testimoniano come i consumatori di livello stiano già allontanandosi dagli acquisti massicci fatti agli outlet. Quindi un mastodonte del tipo paventato a Ponte darebbe al già fragile equilibrio di molti operatori della Valdinievole e non solo, un vero colpo di grazia.
Inoltre considerando il numero di addetti che si potrebbero perdere fra diretti ed indiretti, l'acquisizione di 500 nuovi occupati non sarebbe affatto sufficiente a colmare le perdite ricevute dalla distribuzione tradizionale, in quella degli esercizi fissi, già in ristrettezza, ma soprattutto nel gran numero di ambulanti già seriamente minati dalla concorrenza cinese»

 

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