![]() CONFESERCENTI E CONTRARIA ALLA PROPOSTA DEL GOVERNO DI FAVORIRE ULTERIORMENTE LESPANSIONE DELLA GRANDE DISTRIBUZIONE.Siamo venuti a conoscenza che, autorevoli rappresentanti del Governo hanno annunciato la imminente presentazione, di un disegno di legge per la modifica della vigente normativa sul commercio. Chi dirige il paese, invece di preoccuparsi delle vere cause che determinano laumento del costo della vita, la diminuzione dei redditi familiari, l aumento dellinfrazione, cioè su tutto quanto determina lattuale recesso economico e la diminuzione dei consumi, con la scusa del contenimento dei prezzi, sta studiano di favorire lulteriore espansione della grande distribuzione con gravi ripercussioni per la piccola e media impresa commerciale. In particolare il governo oltre ad essere orientato a liberalizzare il regime delle Vendite Straordinarie (saldi e vendite promozionali) vuole favorire una ulteriore deregulation per il rilascio delle autorizzazioni per le medie strutture di vendita Il Governo infatti sta predisponendo un provvedimento che innalza le superfici degli esercizi commerciali per i quali viene completamente liberalizzata lapertura dagli attuali 150 a 800 metri quadrati per i comuni con popolazione inferiore ai 10 mila abitanti e da 250 a 1.500 mq per quelli con un numero di residenti superiore.Questa misura, se approvata, assicurerebbe lulteriore espansione degli esercizi di grandi dimensioni a danno dei piccoli negozi che garantiscono un indispensabile servizio di vicinato. Nel settore alimentare la grande distribuzione già controlla il 60% del mercato e nell ortofrutta, come si può verificare presso lISMEA Ministero dellAgricoltura, i supermercati applicano prezzi più alti rispetto ai negozi di vicinato. La tesi del Governo che per ridurre i prezzi bisogna aumentare la grande distribuzione viene così seccamente smentita Cè da chiedersi allora, se la storia dei prezzi, non sia solo una scusa per fare un favore alle grandi catene commerciali e nel contempo alleggerire le responsabilità di una situazione economica stagnante e di una riforma fiscale impantanata. Se consideriamo anche lobiettivo di liberalizzare i saldi, di fatto a favore delle catene commerciali, uniche in grado di fare costose e vistose campagne pubblicitarie di promozione, il cerchio si chiude. La Confesercenti contraria a questa scelta, intende protestare ed intervenire anche attraverso i propri organismi Regionali e Nazionali affinché negli interessi dei propri operatori venga bloccata la proposta del Governo. Pistoia lì 11 Febbario 2004 Il Segretario Riccardo Bruzzani |