DOCUMENTO DELLA CONFESERCENTI SUGLI AUMENTI DELLE TARIFFE PER I SERVIZI DELLE A.S.L IN MATERIA DI IGIENE PUBBLICA

Tutti i giorni sulla cronaca dei giornali è forte la polemica contro i commercianti ed i titolari dei Bar e Ristoranti che vengono accusati degli aumenti dei prezzi al consumo. Su questo problema, tutti dicono la loro, c’è chi accusa l’ adozione euro, chi chiama in causa i mancati controlli, il Ministero del Tesoro da la colpa ai commerciante e manda la Guardia di Finanza.

La Confesercenti invece sostiene che tutto questo non è vero, gli aumenti sonno determinati all'origine, incidono anche gli aumenti dei costi di esercizio e contrariamente a quanto sostiene il Governo le tasse aumentano. Il Governo nazionale, infatti, non mantiene le promesse di limitare la pressione fiscale. Gli Enti locali e la Regione, a differenza di quanto si afferma, aumentano i tributi per i servizi prestati.

Sulle di tasse, è di questi giorni la notizia dell' entrate in vigore di nuove tariffe per i servizi di igiene pubblica, veterinaria, igiene e sicurezza nei luoghi di lavoro, igiene degli alimenti e della nutrizione, medicina legale e dei laboratori di sanità pubblica.

Il nuovo tariffario infatti, che comprende anche rilascio delle autorizzazioni sanitarie che competono all’ASL, per gli esercizi del commercio, bar, ristoranti , alberghi etc., dispone addirittura aumenti che superano il 400 % alle tariffe precedenti.

Oggi, un operatore del commercio e del turismo, che vuole aprire o restaurare un negozio di alimentari, un bar, un ristorante o un albergo, oltre ad eseguire tutti i lavori per mettere a norma lesercizio, deve pagare ben ¬ 316 ( 612.000 delle vecchie lire ) in più, rispetto l’anno scorso, per avere la stessa autorizzazione .

Oltre al predetto aumento sproporzionato ( dopo il danno la beffa ) da una nostra indagine è stata rilevata l' esistenza di una disparità di trattamento sulla diversa applicazione delle tariffe predette, in quanto le varie ASL presenti sul territorio metropolitano delle province di Firenze Prato e Pistoia interpretano diversamente la nuova disciplina.

In merito a questa assurda situazione, per tutelare gli interessi della categoria, la nostra Associazione è intervenuta a presso le autorità locali e regionali affinché vengano interamente riviste e diminuite le tariffe in questione, ma anche perché, un operatore di Pistoia non è logico che debba pagare molto di più rispetto a quanto richiesto ad un collega di Prato o di Firenze per ricevere la stessa prestazione.

Pistoia, lì 26 Febbraio 2004

Confesercenti Area Politiche Commerciali e Legali

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