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MONTECATINI
Proposta per le Terme

 

La difficile congiuntura che ha caratterizzato la stagione turistica 2004 ha pesantemente penalizzato anche nella nostra Regione le aziende termali con impostazione tradizionale.

Le Terme di Montecatini, per effetto dell’inerzia della società di gestione, hanno subito in questi anni un fortissimo tracollo di credibilità e di presenze. Sono trascorsi inutilmente quasi due anni e mezzo, senza che alcunché dei progetti cardine per il rilancio della stazione termale sia stato concretamente avviato.

Le ultime gravissime vicende, che hanno visto protagonista l’ex amministratore delegato della società privata di gestione, richiedono un impegno straordinario da parte di tutti per salvare l’insostituibile patrimonio costituito dell’azienda termale.

A nostro giudizio è, pertanto, indispensabile che la proprietà pubblica metta in mora la società privata di gestione per palese inadempienza contrattuale e per il venire meno dell'essenziale rapporto di fiducia tra proprietario e gestore.

Il primo obiettivo, quindi, da realizzare è quello di superare rapidamente l’attuale stato di paralisi e di assenza di una seria attività gestionale. Prendere atto del fallimento di questo tipo di privatizzazione ed aprire una nuova fase è ineluttabile, al fine di restituire fiducia agli operatori economici della città ed avviare la ripresa della specifica attività delle Terme.

Il problema prioritario che oggi si pone è come si può attuare una seria e credibile alternativa gestionale all'attuale, pur non potendo conoscere gli sviluppi legali che coinvolgono, in primo luogo, le responsabilità della società le Terme di Montecatini.

A tale riguardo, riteniamo che innanzi tutto debbano essere coinvolte:

Tutte le categorie dell'imprenditoria locale, l'Amministrazione provinciale, l'Istituto di Credito più diffuso sul territorio e più interessato alla salvaguardia delle aziende alberghiere e commerciali e, possibilmente, le imprese del sistema termale regionale e nazionale. La stessa presenza della proprietà in questo momento, deve essere rafforzata.

Si tratta di definire con chiarezza:

  1. Il programma di gestione di questa fase, valido per un arco temporale di tre anni. Il piano gestionale deve comprendere la quantità delle risorse economiche reperibili ed il loro impiego per l'attività di promozione e per ripristinare, qualificare ed innovare l'offerta dei prodotti termali.
  2. Lo strumento di guida effettiva dell'impresa termale, da affidare ad un manager di provata esperienza espresso dalla proprietà, il quale si avvarrà degli indirizzi stabiliti dall'organismo costituito dai soggetti che parteciperanno alla nuova gestione.
  3. Al tempo stesso, la sopraddetta soluzione "ponte" oltre a garantire la corretta, trasparente, efficiente e condivisa gestione dell'azienda termale e del suo patrimonio, consentirà di aprire un'ampia e profonda riflessione in merito alla strategia di rilancio di veri e propri sistemi economici che caratterizzano le Terme ex Eagat. Si tratta di approfondire e verificare concretamente con il mercato la possibilità di rimettere in moto un vero processo di privatizzazione. Non si può, infatti, rinunciare a priori alla ricerca di nuove, efficaci e funzionali soluzioni in grado di attrarre i necessari ed ingenti capitali privati. In assenza di rilevanti investimenti il sistema termale di Montecatini, così come quelli di Chianciano o di Salsomaggiore, non sono in grado di riqualificarsi e rinnovarsi profondamente. Occorre, perciò, verificare seriamente se sussistono le condizioni e quali, dal punto di vista di eventuali consistenti gruppi imprenditoriali, per immettere nel mercato l'impresa termale ed il suo patrimonio. A questo fine, la verifica di una nuova privatizzazione va compiuta con la massima apertura, senza introdurre prioritariamente paletti e vincoli di alcun genere. Si accerti se e come risponderà il mercato. Le valutazioni conseguenti saranno effettuate dopo le eventuali risposte. L'alternativa a tale ipotesi non è certamente il ritorno all'obsoleto ed inadeguato modello di gestione pubblico, già fallito prima del passaggio della proprietà delle Terme ex Eagat dallo Stato alle Regioni ed ai Comuni. Neppure l'indicata, necessaria ed urgente soluzione "ponte" può essere l'obiettivo finale. Questa linea, utile ad assicurare una doverosa, avveduta e sentita gestione, non possiede il necessario profilo e l'adeguato livello economico. Confesercenti la considera valida in una fase di transizione. A tale scopo vanno coinvolte giustamente istituzioni ed imprenditoria locale, coinvolgimento che anche nella prospettiva è opportuno mantenere, come Confesercenti ha da sempre sostenuto. Il vero rilancio, però, ha ben altra ambizione che quella di salvare le Terme e farle "vivacchiare" essendo consapevoli che, se non interverranno consistenti investimenti, sarà inevitabile un drastico ridimensionamento dell'attività termale stessa e dell'economia indotta. L'ambizione legittima e possibile di Montecatini, se si ritiene che le Terme non siano sostituibili come risorsa e modello di sviluppo della Città e del territorio è: la rinascita ed il potenziamento di un nuovo polo internazionale del termalismo italiano.

Firenze, 30 settembre 2004

Confesercenti Toscana

Confesercenti Provinciale di Pistoia

Assoturismo Toscano