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OSSERVAZIONI E RICHIESTE DI CONFESERCENTI SULL'APPLICAZIONE DEGLI STUDI DI SETTORE

 

 

La massiccia revisione degli studi di settore (circa 2 milioni i contribuenti interessati), avvenuta nel corso del 2004, ha fatto emergere, in modo evidente, alcune problematiche sulle quali le Associazioni di categoria, compresa anche la Confesercenti, sono intervenute con estrema sollecitudine chiedendo alcune importanti modifiche. A nostro parere, gli studi di settore devono assolutamente mantenere la caratteristica di elemento oggettivo per individuare la capacità delle imprese a produrre ricavi sulla base delle proprie condizioni strutturali. Da questo fondamentale presupposto è nato l'accordo sugli studi di settore con la reciproca collaborazione tra l'Amministrazione finanziaria e le Associazioni sindacali di categoria rappresentanti degli esercenti attività di imprese e di lavoro autonomo.

Confesercenti ha visto l'introduzione degli studi di settore come una scelta volta a cambiare profondamente il rapporto Fisco/Contribuente, per far posto ad un sistema fiscale più moderno che individua le condizioni effettive di operatività delle imprese.

L'accertamento dei redditi delle piccole e medie imprese e dei professionisti rappresenta, infatti, uno degli aspetti più delicati dell'attività dell'Agenzia delle Entrate. L'applicazione corretta degli studi dovrebbe far venir meno quelle situazioni di concorrenza sleale che danneggiano imprenditori e professionisti onesti.

Ecco, perciò, l'importanza di determinare i ricavi ed i compensi che, con ragionevole probabilità, possono essere attribuiti ai contribuenti, attraverso la rilevazione delle caratteristiche strutturali di ogni singola attività economica, realizzata mediante la raccolta sistematica di dati di carattere contabile e di elementi strutturali ed ambientali dell'attività svolta.

L'obiettivo che gli Studi perseguono, per natura, è allora quello di costituire un riferimento probabile, ma non assoluto, di capacità per le imprese e le professioni di produrre ricavi o compensi.

E' questo lo spirito con il quale le organizzazioni di categoria hanno dato e continuano a dare un contributo essenziale, accettando di partecipare alla formazione degli studi di settore, compresa la fase della convalida ufficiale. Tanto è vero che è previsto un monitoraggio continuo dello studio di settore, in modo da avere sotto osservazione gli studi già approvati al fine di verificarne il permanere della validità nel tempo.

La Confesercenti, alla luce di queste ragioni e di fronte alla recessione economica ed al calo dei consumi, quindi di fatturato e di ricavi delle aziende del commercio e del turismo, rivendica nei confronti del Ministero un consistente alleggerimento degli obblighi a carico dei contribuenti e delle sanzioni a loro carico, compreso il superamento dell'obbligo dell'installazione del misuratore fiscale.

Pistoia, 10 Novembre 2005

p. Confesercenti
Il Segretario
Riccardo Bruzzani

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