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Ancora a proposito delle Iicenze di pubblici esercizi alle Terme Sono consapevole che la questione rischia d'inflazionare le pagine della cronaca locale e che adesso la parola spetta al Consiglio Comunale. Sono, però, costretto a compiere alcune precisazioni rispetto alle affermazioni del Sindaco. Nella risposta al sottoscritto Severi smentisce cose non dette (ormai questa sembra essere una regola), ma non risponde, né porta argomenti convincenti sul nocciolo del problema. Non sono io che cerco di usare strumentalmente la vicenda. Tra l'altro, non sono intervenuto nelle riunioni poiché i rappresentanti in commissione di Confesercenti sono dirigenti locali e tecnici dellAssociazione. Ciò a smentire Confcommercio, secondo la quale non lascerei spazio agli operatori. Le mie prese di posizione nel merito è chiaro che sono effettuate in nome degli organi dirigenti provinciali dell'Associazione. Così come, ritengo, l'ultimo comunicato di Confcommercio. Torniamo al dunque che è quello che conta. E' ben strano, ad esempio, che il Sindaco affermi che non è vero che alle Terme si potranno insidiare ristoranti aperti a tutti, se saranno rilasciate le autorizzazioni. Dovrebbe sapere che la Regione Toscana sta predisponendo la nuova legge sui pubblici esercizi, dove sicuramente scomparirà la distinzione tra tipologia A (ristoranti) e B (bar). Dal punto di vista amministrativo, quindi, con una licenza si potrà fare bar e ristorante, salvo la competenza sanitaria dell'ASL. Questo per non dover dire domani quanto Severi ha detto per la Torretta. Anzi, a riguardo, le nuove disposizioni regionali daranno la possibilità agli alberghi di Montecatini in possesso di tipologie A e B di ottenere dalla relativa conversione due licenze, quale diritto acquisito, che potranno essere trasferite in città. La pretesa, inoltre, di vincolare queste vecchie licenze agli alberghi, si sa benissimo che non regge difronte ad un ricorso al TAR. Altro che necessità generale di un piano dei pubblici esercizi e di nuove 30 autorizzazioni. Le Terme sono state già in possesso di licenze di pubblico esercizio? Quando e come? E perché adesso non le hanno più? Oppure le autorizzazioni erano dei titolari della concessione della gestione dei bar delle Terme (vedi Montecatini 2000) ed una volta scaduta la concessione i titolari stessi le hanno trasferite in altra attività? II Sindaco, in ogni caso, faccia parlare gli atti in proposito. Ma i1 vero nodo, al quale Severi non risponde, è: si crede nel rilancio del termalisrno? Allora le attività di ristorazione e dintrattenimento, e tutto quello che si vuol fare per la soddisfazione, auspichiamo, della clientela vecchia e nuova, devono essere riservate ai frequentatori termali. Se, viceversa, non si crede nel ruolo termale di Montecatini si creano le condizioni per fare in tutti gli stabilimenti termali quanto sta avvenendo alla Torretta e di più, vale a dire tutto (bar, ristorante, pub, discoteca, ecc.) anche per i clienti non termali. Questo è il punto sul quale il Consiglio Comunale dovrà pronunciarsi, la cui decisione è attesa con fiducia e rispetto. Non vorremmo, però, essere nuovamente accusati di posizioni medievali". Tutelare il compendio termale non vuol dire non sviluppare la Montecatini dei divertimenti per tutti, da collocare fuori dall'area delle Terme. Si tratta di unesigenza altrettanto importante. Rilancio del termalismo, identità della città, nuova capacità dattrazione sono indispensabili per le imprese e loccupazione. Siamo al paradosso che ristoranti e bar famosi aspettino la stagione invernale per lavorare. Cosi non è possibile andare avanti. 4 Agosto 2003
p. Confesercenti Il Segretario Generale Riccardo Bruzzani |