Carta Confcommercio e centro commerciale naturale

Nei tempi attuali purtroppo non è rara l'abitudine alla mistificazione della verità. Confcommercio vara una card provinciale e la giustifica con l'obiettivo di combattere la grande distribuzione. La prima cosa, per essere credibile, nella battaglia contro la grande distribuzione, è quella di non associarla, come ha deciso con una netta scelta politica la Confesercenti, a differenza di quanto praticato da Confcommercio. Poi è giusto anche realizzare tutti gli strumenti tecnici, comprese le card, per dare ai negozi tradizionali i mezzi al fine di essere concorrenziali. A parte, ci sia consentito, il richiamo alla coerenza, non intendiamo affermare che Confcommercio non doveva assumere la decisione di realizzare una card elettronica nella nostra provincia. Del resto ognuno è libero di compiere le scelte che ritiene più opportune. Sosteniamo, invece, con forza che è un gravissimo errore creare una card provinciale di un'associazione con l'obiettivo di renderla operativa anche nei costituendi centri commerciali naturali, con particolare riferimento a quelli di Pistoia e di Montecatini Terme. Se davvero si vuole assicurare un futuro ai negozi di vicinato ed impedire alla grande distribuzione di acquisire ulteriori quote di mercato, occorre attuare al più presto i centri commerciali naturali. Questa nuova ed originale aggregazione d'imprese commerciali ed artigianali che operano nei centri storici ha assoluto bisogno di unità tra tutte le associazioni di categoria. Ora sappiamo che nella Città capoluogo opera da anni Pistoia Card che ha realizzato una card microchip, alla quale aderiscono oltre 100 negozi, parte associati a Confcommercio, parte a Confesercenti, la maggioranza ad alcuna associazione di carattere nazionale. Nel documento della Giunta Comunale è affermato che è necessario non disperdere il valore della card esistente, vale a dire quella di Pistoia Card, la quale però dovrà essere assorbita da centro commerciale naturale. E' evidente la validità di tale impostazione, poiché nel centro commerciale naturale è ovvio che dovrà funzionare soltanto una card e non già quella del centro stesso, insieme ad una di Confcommercio ed, in ipotesi, ad una di Confesercenti. E' altresì indispensabile che gli aderenti di Pistoia Card confluiscano nel centro commerciale naturale, allo scopo di costituire un unico centro. Non è neppure comprensibile la tesi di Confcommercio, secondo la quale, essendo l'associazione maggioritaria, non intende confondersi né con Confesercenti, né con Pistoia Card. Ma la card è soltanto uno strumento tecnico. Il centro commerciale naturale dovrà essere organizzato in un consorzio d'imprese, le quali avranno il potere assoluto di decidere i propri organismi e di denominare come vorranno la card elettronica portata in dote da Pistoia Card. Pertanto, se Confcommercio è veramente maggioritaria, come rappresentanza delle imprese aderenti al consorzio, sarà nella condizione di imporre la democratica volontà della maggioranza. La Card di Confcommercio, quindi, si sovrappone a quella di Pistoia Card e renderà impossibile costruire un unico centro commerciale. Anzi, è propria questo il motivo che ha impedito finora di andare avanti nel progetto di costituire a Pistoia il centro commerciale naturale, coincidente con tutto il centro storico, sino alla terza cerchia delle mura. Ciò, a mio parere, rende anche impugnabile la legittimità del progetto sul centro commerciale naturale di Pistoia presentato da Confcommercio alla Regione Toscana per beneficiare dei relativi finanziamenti, in quanto non coerente con quanto affermato nel protocollo d'intesa sottoscritto con il Comune. Questo è il punto. Ecco la ragione della nostra critica alla decisione di Confcommercio di costituire una card provinciale, operante anche nel centro storico di Pistoia.

Lo stesso ragionamento vale per Montecatini Terme, altra città dove sono stati presentati progetti per costituire il centro commerciale naturale. I commercianti della città termale preferiranno sicuramente una Card denominata Montecatini Card e non Confcommercio Card, oppure Confesercenti Card. Sia i commercianti di Pistoia, sia quelli di Montecatini chiederanno una gestione distinta per città dei punti accumulati nella card dai clienti e non una gestione unica a livello provinciale. Altro discorso, invece, è stabilire le possibili forme di collaborazione tra i vari centri commerciali. Ecco perché Confesercenti, che sta lavorando ad una Card dell'Associazione, ritiene opportuno renderla operante soltanto dove non saranno costituiti centri commerciali naturali. Qui non si tratta di guardare all'interesse di questa o quella associazione. In questo caso, le finalità delle associazioni devono coincidere con quelle di tutti i commercianti, a prescindere dall'organizzazione di appartenenza. Nel centro commerciale naturale non sarà l'associazione di appartenenza che conterà, ma la capacità di rendere efficace il consorzio delle imprese aderenti, sul piano della promozione e della forza di attrazione per i consumatori. Il ruolo e l'autonomia delle Associazioni non saranno sviliti o annullati, quanto piuttosto valorizzati in relazione alla capacità di proposta, di stimolo e di sostegno; tutto il contrario di una dannosissima concorrenza sleale, se non di sabotaggio, oppure di miope arroganza, come quella messa in essere da Confcommercio. E' veramente da auspicare la possibilità di ritrovare le ragioni di un lavoro unitario nell'interesse di tutte le piccole imprese commerciali.

Pistoia, 11 Maggio 2004

p. la Giunta Provinciale

Il Segretario Generale

Riccardo Bruzzani

Indietro