Siamo in una fase nuova per il commercio, così come per tutta l’economia, caratterizzata da incertezze ed insicurezze, dalla crisi dello sviluppo che ha contraddistinto l’economia mondiale negli ultimi venti anni.
Si è aperto un periodo che si segnala per la più grave crisi di fiducia che abbia colpito consumi ed investimenti.
Il 2003 vedrà una crescita del PIL dell’0,8; dei consumi dell’1,2. Anche il 2004 vedrà un PIL crescere soltanto dell’1,5 ed i consumi fermi all’1,4. Eppure altre condizioni sono favorevoli alla crescita (tassi d’interesse al minimo, inflazione contenuta, capacità produttiva inutilizzata, flessibilità del mercato del lavoro.
Il condono fiscale (gettito stimato in un super incasso di 16 miliardi di euro, il doppio di quanto preventivato dal governo) ed andamento della Borsa, deprimono ulteriormente i consumi.
Manca una strategia di medio-lungo periodo che realizzi sostanziali cambiamenti, ad iniziare da una vera riforma fiscale e della pubblica amministrazione.
Parte del surplus del gettito del condono deve essere messo in circolazione per lo sviluppo. La riduzione della pressione fiscale per le famiglie e per le imprese per farne un asse strategico lo sviluppo e la modernizzazione delle PMI.
La nostra assemblea nazionale di giovedì scorso ha proposto al Governo tre misure prioritarie:
  • Rilancio dei consumi.
  • Sostegno al turismo.
  • Sostegno alla sicurezza.
Le piccole e medie imprese che rappresentiamo hanno grandi potenzialità in termini di occupazione, qualità, creatività. Ma affinché ciò si verifichi è indispensabile creare le condizioni interne per far ripartire l'economia. Le imprese devono recuperare la possibilità di investire e di rischiare; le famiglie devono ritrovare fiducia e potere d'acquisto necessari per tornare a consumare. Il governo può e deve fare la differenza. Da esso devono venire scelte ed investimenti adeguati per rilanciare i consumi, le infrastrutture, la ricerca, la formazione, una seria riforma fiscale.
In Italia e, dunque, anche nella nostra Provincia e particolarmente a Montecatini Terme, il commercio è in uno stato di grande sofferenza per una fase negativa che non si vedeva da molti anni. Gli ultimi dati dell'Istituto Malacarne parlano di una flessione nel commercio e nei servizi della nostra provincia del 14 per cento, molto al di sopra della media nazionale. Questo è dovuto soprattutto alla crisi che ha colpito la città termale. L'economia toscana in generale nel 2002 non è cresciuta. Quella pistoiese è stata in piena stagnazione. Il 2003 non cambierà in meglio. Ci sono già non poche chiusure di attività, altre si accingono a farlo. Si bruciano risorse e si perdono posti di lavoro.
Governo nazionale e governi locali non sembrano aver capito cosa sta realmente succedendo. Ad esempio quando Confesercenti parla di rilancio di consumi non mette sul tavolo una teoria economica, quanto un grido d'allarme al Governo, al Parlamento, alle Regioni, alle Province, ai Comuni. Diciamo: attenzione, intervenite o tante imprese chiuderanno.
Pensiamo alla crisi del termalismo cosa significa per i 1.000 negozi di Montecatini, ma anche per gli alberghi. A Firenze e cintura sono ormai in costruzione alberghi 3 e 4 stelle, appartenenti a catene. per 3000 posti letto. Così per Montecatini finirà lo stesso turismo dei gruppi, i quali dormiranno e consumeranno a Firenze. Dunque, quando denunciamo il fallimento della nuova gestione delle Terme, non lo facciamo per una nostra verve polemica. Abbiamo il dovere di difendere imprese, occupazione, benessere delle famiglie. Ora, la politica discute sulle nomine alle Terme, si minacciano o si chiedono crisi in Comune ed elezioni anticipate per una poltroncina, mentre la vera questione è investire per rendere competitive le Terme. Quanta irresponsabilità per il problemi veri!
Pensiamo alla nostra lunga e vittoriosa battaglia per non spostare il mercato di Pistoia allo stadio. allo scopo di non indebolire la già non brillante offerta commerciale della città capoluogo e la perdita di flussi di potenziali clienti, nell'interesse del commercio tutto del centro storico. Non ci ha guidato una visione corporativa, ma la difesa degli interessi generali dell'economia. Non c'era bisogno che il Comune ci facesse ingaggiare questo braccio di ferro. Adesso vogliamo andare avanti e lavorare con il Comune per la realizzazione del "Centro Commerciale Naturale" e per la qualificazione del mercato.

Dobbiamo rilanciare alla grande l'azione sindacale dell'Associazione.

Sarebbe sbagliato affermare che in questi anni non abbiamo fatto sindacato. Ricordo le battaglie principali, oltre quelle ricordate per le Terme di Montecatini ed il mercato nel centro storico: contro la liberalizzazione delle licenze dei pubblici esercizi, le pretese dei comuni di concedere un numero smisurato di nuove licenze di bar e ristoranti (30 soltanto a Montecatini Terme), la tutela dei negozi fuori dei centri storici anche con orari adeguati (Pescia), in merito alla vicenda della "mucca pazza", con l'iniziativa di "prezzo amico". Tutto questo però non basta.
Ci dobbiamo domandare cosa significa oggi rilanciare alla grande l'iniziativa sindacale. Certamente rendere più efficaci le azioni per il rilancio delle Terme di Montecatini e per la realizzazione del centro commerciale naturale a Pistoia. Ricordiamoci che la grande distribuzione non si può cancellare, semmai programmare più rigidamente, ma la si può sicuramente combattere se il negozio tradizionale è vivo, creativo, competitivo sulla qualità ed i servizi, anche sui prezzi in relazione alla qualità, poiché si assiste ormai ad un cartello della grande distribuzione per un aumento considerevole del prezzo della merce.
Ma la nostra azione sindacale deve essere rilanciata con forza su altri due aspetti prioritari:
  1. Rapporti con la pubblica amministrazione per il sostegno alla piccola e media impresa, ma anche per programmare, snellire, agevolare la vita delle aziende. Penso ai problemi della burocrazia, agli adempimenti per l'ASL, per il Comune, per i Vigili del Fuoco, l'Inail, ecc. Dobbiamo aprire un confronto serrato sui principali problemi, avanzare controproposte per soluzioni rapide e semplici, costruire un efficiente servizio di prevenzione e di assistenza per le imprese nei confronti degli uffici pubblici che preveda la visita di nostro esperti almeno una volta l'anno nelle aziende.
  2. Contribuire a portare fatturato alle imprese, ai nostri soci, con la promozione di iniziative, con la formazione, con la capacità di fare sistema, di mettere in relazione commercio, turismo. produzioni tipiche.
Tutto questo presuppone un cambiamento di organizzazione nostro. A riguardo sono importanti:
  • I contenuti del documento dei Presidenti Fiesa e Fiepet.
  • Il rapporto con il territorio e con i Presidenti comunali e dei sindacati verticali.
  • L'applicazione studio Lothar per la produttività e l'efficienza del sistema.
Si deve cambiare per continuare a crescere. Non c'è alternativa. L'Associazione cresce se i negozi tradizionali vivranno e se saremo credibili ai loro occhi, sia come azione sindacale, sia come qualità dei servizi.
Abbiamo assunto in questi ultimi mesi scelte molto impegnative che richiedono un impegno straordinario, quali:

  • L'acquisto della sede di Pistoia. Analoga operazione si dovrebbe fare a Montecatini Terme, se ci saranno le condizioni.
  • L'apertura della sede di Pescia.
  • La presenza costante dell'Associazione nella Piana ed in Montagna, destinando allo scopo Sandro Pedaggi.
  • La costituzione delle Confesercenti comunali, compreso quella del Comune capoluogo.
Insostituibili per riuscire a vincere le molte scommesse lanciate sono: l'unità del gruppo dirigente ed il suo ampliamento, il coinvolgimento di tutti coloro che si sentono vicino alla Confesercenti, lo sforzo d'idee e la massima disponibilità di tutto il sistema a recepire contributi costruttivi, l'attaccamento all'Associazione, la capacità anche di fare sintesi, di essere produttivi, di saper decidere tempestivamente con la più larga partecipazione. I tempi che viviamo sono difficili, ma proprio in tempi non facili si può costruire un solido futuro.
Indietro   homeHome