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Circolare informativa UNERBE – LAV su cosmetici non testati su Animali

 

La LAV è la principale associazione animalista italiana, che dal 1977 promuove e coordina campagne per i diritti degli animali in collaborazione con le principali associazioni animaliste europee. La strategia della LAV è quella di ottenere norme a favore degli animali ed una delle iniziative di cui la LAV si occupa da alcuni anni è la campagna contro i test cosmetici su animali, sulla quale ha da sempre ottenuto il largo consenso dell’opinione pubblica.

Con la presente comunicazione, vogliamo informare gli esercenti erboristi relativamente all’attuale situazione legislativa dei prodotti cosmetici con particolare riferimento all’impiego di animali per i test di tossicità e relativa etichettatura dei prodotti cosmetici. Tale iniziativa nasce da un forte interesse verso questo argomento mostrato da molti consumatori, i quali quotidianamente si rivolgono alla LAV per ottenere delucidazioni in merito e in virtù di questa situazione la LAV ha ritenuto opportuno aprire un dialogo costruttivo con coloro che sono preposti al diretto contatto con il pubblico.

La normativa

La attuale normativa italiana vigente in materia è il Decreto legislativo 50/05, che recepisce la Direttiva europea 2003/15, meglio nota come settimo emendamento, poiché modifica la Direttiva madre 76/768.

La norma stabilisce:

  • il divieto di eseguire test su animali dei prodotti cosmetici finiti a partire dall’11 settembre 2004 (è cioè esplicitato ciò che, almeno in Europa, è già una realtà da alcuni anni. Essendo i test animali sui prodotti finiti da sempre facoltativi, infatti, molte aziende non li eseguivano ancora prima dell’entrata in vigore del divieto”;
  • il divieto di commercializzare prodotti cosmetici finiti che abbiano subito test su animali a partire dall’11 settembre 2004: il bando commerciale garantisce che anche i prodotti cosmetici finiti provenienti dal mercato extra europeo commercializzati nell’Unione Europea non siano testati su animali”;
  • la cessazione dei test su animali per materie prime cosmetiche entro il 2013: “il bando ai test cosmetici su animali doveva giungere già per il 1998, sebbene vincolato alla disponibilità di metodi alternativi. La mancanza di uno sforzo adeguato per finanziare la ricerca in questo campo ha prodotto lo slittamento del bando ben due volte. Questa volta la sostituzione degli animali per test cosmetici è stata calendarizzata in maniera razionale sulla base dello stato di avanzamento della ricerca sui metodi alternativi, pertanto è plausibile che tra otto anni saranno effettivamente risparmiati animali almeno per i test cosmetici”;
  • il divieto di indicare il prodotto come “non testato su animali”, a meno che non sia garantito che il test non viene compiuto in nessun punto della filiera produttiva e non solo sul prodotto finito, dall’11 marzo 2005: “le numerose richieste da parte dei soci della LAV dimostrano quanta confusione ci sia su questa materia, in parte creata dalle stesse aziende che negli ultimi anni hanno utilizzato diciture fuorvianti (cruelty free, non testato su animali, ecc.) che hanno confuso quando non ingannato i consumatori intenzionati ad un acquisto etico. Tali diciture non hanno, infatti, alcun valore ufficiale e dall’11 marzo 2005 solo le aziende e i loro fornitori che non effettuano e non commissionano test su animali, sia su prodotto finito che sulle materie prime utilizzate, potranno adottarle, anche se il Decreto non indica se e come le aziende verrebbero controllate”.

Nota: l’autodichiarazione di un’impresa rispetto ad un suo non coinvolgimento in test su animali è del tutto insufficiente a garantire l’effettiva eticità di un prodotto e soprattutto l’impegno dell’impresa nella campagna contro i test cosmetici su animali dal momento che:

  • nella schiacciante maggioranza dei casi le imprese cosmetiche di fatto confezionano i prodotti ed in virtù del divieto di testare i cosmetici finiti su animali, in ottemperanza alla legge, non possono eseguire test su animali.
  • test su animali a fini cosmetici sono previsti solo per le nuove materie prime introdotte sul mercato e vengono eseguiti dai produttori di materie prime che poi forniranno le imprese commerciali, pertanto, ai fini di garantire un prodotto “non testato” è essenziale effettuare controlli lungo la filiera produttiva.

Lo Standard Internazionale “Non Testato su Animali”

In attesa del 2013 è già possibile acquistare cosmetici non testati su animali. Le associazioni appartenenti alla ECEAE (European Coalition to End Animal Experiments), di cui la LAV è il rappresentante italiano, infatti, applicano a questo scopo lo Standard Internazionale “Non Testato su Animali”: l’unico disciplinare riconosciuto a livello internazionale in grado di indicare ai consumatori le aziende produttrici di cosmetici che hanno deciso di non contribuire alla sperimentazione animale, impegnandosi a non commissionare e a non effettuare test su animali sul proprio prodotto e sulle materie prime che lo compongono.

La sottoscrizione di un’azienda allo Standard Internazionale “Non Testato su Animali”, impegna la stessa a non effettuare né commissionare test su animali per i suoi prodotti e materie prime a partire da una data fissata, dal momento che oggi sono disponibili circa 10.000 sostanze utilizzabili dall’industria cosmetica per formulare i propri prodotti e se tutte le aziende sottoscrivessero lo Standard, automaticamente cesserebbero i test cosmetici su animali poiché tutte le aziende utilizzerebbero le materie prime già esistenti per formulare i propri prodotti”.

Le aziende approvate in base allo Standard Internazionale “Non Testato su Animali” sono sottoposte, in Italia, a controlli effettuati da ICEA (Istituto per la Certificazione Etica e Ambientale,:www.icea.info); solo in seguito all'esito positivo della visita ispettiva da parte di ICEA, la LAV inserisce l’azienda nella propria Guida pratica ai prodotti cosmetici non testati su animali.

Si potranno facilmente riconoscere le aziende che hanno sottoscritto lo standard grazie alla seguente specifica dicitura rilasciata dalla LAV:

Stop ai test su animali
Controllato da ICEA (Istituto per la Certificazione Etica e Ambientale)
( www.icea.info)
Per LAV (Lega Anti Vivisezione)
(www.infolav.org)
n.xxx

Inoltre, a discrezione delle aziende aderenti allo Standard, potrà essere apposto sui prodotti questo simbolo riconoscibile anche all’estero:

 

 

 

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