Indietro       Home

 

Enasarco:
preoccupazione per gestione patrimonio immobiliare ente

 

Si sta creando un clima di confusione, di incertezza e di allarme intorno al patrimonio immobiliare della Fondazione Enasarco. Si tratta di questioni che attengono al presente e al futuro dell’Ente e della stessa previdenza di centinaia di migliaia di agenti e rappresentanti di commercio.

La nostra preoccupazione nasce dalla assenza di trasparenza sulla gestione del patrimonio immobiliare e dalla mancanza di informazioni verificabili sull’andamento dei conti previdenziali. Infatti, nonostante sia specificamente previsto che ogni sei mesi il Presidente della Fondazione informi dettagliatamente le parti sociali sui conti dell’Ente, ad oggi, dopo oltre un anno dall’approvazione del nuovo Regolamento, non siamo mai stati convocati né informati.

Sono proprio di questi giorni interrogazioni parlamentari, articoli su vari organi di stampa, dichiarazioni di organizzazioni sindacali, che mettono l’accento sui provvedimenti che la Fondazione Enasarco si appresta a deliberare in merito al proprio patrimonio immobiliare.

E’ forte in noi la preoccupazione che una operazione di tale portata - la gestione del patrimonio immobiliare dell’Ente - se mal governato può mettere in discussione il futuro pensionistico degli agenti e rappresentanti di commercio.

Nel frattempo non si comprende l’atteggiamento diverso assunto da alcune organizzazioni sindacali quando si parla del patrimonio dell’Enasarco invece che del patrimonio immobiliare di altri Enti previdenziali.

La Fiarc valutando le forti perplessità e critiche espresse in varie sedi e da vari interlocutori sui processi avviati dal CdA della Fondazione per procedere alla valutazione del patrimonio immobiliare per una sua eventuale e successiva dismissione, ritiene sia opportuna una pausa di riflessione.

Invitiamo pertanto l’attuale Consiglio di Amministrazione, prossimo ormai alla scadenza del suo mandato, a compiere un forte atto di sensibilità politica assumendo la decisione di sospendere ogni atto in merito al patrimonio immobiliare rinviando al nuovo CdA, di prossimo insediamento, ogni deliberazione.