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QUESTIONARIO:
SCHEMA PER UNA DISCIPLINA ORGANICA DEL SETTORE EDITORIALE

 


I M P O R T A N T E

 

Con una lettera inviata in questi giorni, il Sottosegretario di Stato con delega per l’editoria, On. Ricardo Franco Levi, ci informa che il Governo ha deciso di presentare, entro i prossimi sei mesi (così come si è impegnato nella Legge Finanziaria), un disegno di legge per una riforma organica del settore dell’editoria, vista la necessità di assicurare un mercato libero ed aperto, di sostenere il rinnovamento tecnologico, di tutelare “le voci meno potenti” e di razionalizzare la natura dell’intervento statale, riducendo così la spesa pubblica.

Il Sottosegretario sottopone quindi alla attenzione di tutti i soggetti interessati al mondo dell’editoria un Questionario concernenti i temi sui quali si incentrerà la riforma, elaborato da un gruppo di esperti presieduto dal primo Presidente dell’Autorità Garante delle Comunicazioni, Prof. Enzo Cheli.

La risposta al questionario dovrà essere trasmessa alla Presidenza del Consiglio dei Ministri entro il prossimo 20 gennaio.

Il testo completo del Questionario è pubblicato in Internet sul sito del Governo e precisamente:

http://www.governo.it/Presidenza/DIE/questionario/questionario.pdf

Il questionario è in realtà uno schema nel quale si inquadrano le problematiche che il Governo vuole affrontare, che spaziano dalla tipologia delle imprese editoriali fino allo statuto dell’impresa giornalistica, alla trasparenza delle fonti di finanziamento, toccando i temi del mercato, della distribuzione e vendita, dell’innovazione tecnologica e delle provvidenze per l’editoria.

Per quanto ci riguarda direttamente sono di particolare rilievo, tra gli altri, i seguenti temi:

Definizione del prodotto editoriale: quotidiani, periodici, rassegne stampa, libri, , editoria elettronica, “free press”.

Relativamente a questi punti ci viene chiesto se riteniamo opportuno individuare la definizione di un nuovo prodotto editoriale “generato dall’impatto dell’innovazione tecnologica del settore”, oppure se le attuali definizioni giuridiche di prodotto editoriale, a nostro avviso, sono sufficientemente ampie ed in grado di inglobare anche le caratteristiche proprie delle nuove tecnologie.

Definizione di mercato editoriale, disciplina antitrust e pubblicità commerciale rispetto ai cambiamenti introdotti dalla editoria elettronica, dai prodotti collaterali e dalla “free press”.

Relativamente a questi punti si chiede il nostro parere sulla possibilità di definire i confini del mercato editoriale, rispetto agli altri “media” e alla editoria elettronica.

Inoltre dobbiamo esprimere la nostra opinione sulla possibilità di considerare come autonomo mercato, quindi diverso da quello editoriale, i prodotti collaterali dei quotidiani e periodici,quali ad esempio i DVD e i CD musicali.

Segue il quesito riguardante la Rete di Vendita.

Esso è cosi formulato:

“Quali sono i vantaggi e gli svantaggi della liberalizzazione delle diverse reti di vendita (abbonamenti, edicole, strillonaggio, punti alternativi) e quali miglioramenti sono possibili?

Sembra chiaro che dobbiamo prepararci ad affrontare e seguire la complessa evoluzione dell’attuale sistema editoriale, sul quale il Governo vuole intervenire in maniera innovativa rispetto a quanto oggi viene regolato dalla legge n. 47 del 1948, dalla legge n. 62 e seguenti, dalla legge n. 112 del 2004 (relativa al mercato televisivo e al sistema integrato delle comunicazioni) e dal Decreto Legislativo 170 del 2001.

Occorre quindi, per la nostra categoria, affrontare con molto senso di responsabilità ma con una certa apertura, temi delicatissimi sui quali da tempo si discute, con opinioni qualche volta diverse, ma sui quali oggi va espressa una posizione chiara univoca e consapevole.

Ad esempio, una nuova definizione di prodotto editoriale quotidiano e periodico implica, tra l’altro, la necessità di confermare o modificare le attuali norme della legge sulla stampa.

Il complesso problema della parità di trattamento delle testate implica, oltre a delicatissime conseguenze sul pluralismo dell’informazione e sulla diffusione del prodotto editoriale, anche nuove regole relative al meccanismo delle forniture e delle rese e quindi alla gestione economica e finanziaria del punto vendita.

Migliorare, nel senso di attuare una maggiore liberalizzazione delle reti di vendita, pone in discussione la necessità della concessione della autorizzazione amministrativa per i punti vendita, oltre a far naufragare il concetto di programmazione territoriale e di ottimizzazione del processo diffusionale.

A nostro parere è molto importante che le associazioni di categoria si esprimano, rispondendo al Questionario, con un linguaggio netto ed univoco, sulla base di osservazioni , proposte e suggerimenti costruttivi, tali da rendere esplicita la compattezza della categoria, in modo da inviare alle forze politiche e di governo un chiaro messaggio sulla volontà dei rivenditori di essere soggetti attivi e propositivi rispetto alla complessità dei problemi in discussione.

Per questo motivo, vista la ristrettezza dei tempi, le Organizzazioni Nazionali di categoria si riuniranno a Roma il prossimo 10 gennaio, per fissare una linea di condotta unitaria nei rapporti con il Governo, le forze politiche e gli altri soggetti della filiera editoriale.

La Presidenza FENAGI sarà quindi convocata entro tempi brevissimi per assumere le decisioni più opportune.

 

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